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Frate martino - 7
Data: 14/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... spremendogli con la mano le grosse palle, quasi indeciso su cosa fare, poi lo fissò negli occhi e: “Facciamo quel gioco, - disse – quello che tu sei lo stallone e io la tua giumenta, lo ricordi?” Altroché, se lo ricordava! Martino si sfilò in fretta la calzamaglia, poi lo fece mettere a quattro zampe, gli si accosciò dietro e, bagnatosi un dito di saliva, lo spinse nello spacco, cercò l’apertura e glielo spinse tutto dentro. Erano anni che non veniva sondato, per cui lo sfintere aveva perso elasticità e Wolfango lo sentì in modo particolare, nonostante la sua esiguità. Anche Martino si accorse della rigidità, per cui, estratto il dito e sputatoci sopra un grosso grumo di saliva, tornò a penetrare l’orifizio, che stavolta lo accolse più agevolmente. Continuò a massaggiare prima con uno, poi con due e infine con tre dita, e quando sentì che scorreva abbastanza scioltamente: “Volete davvero che lo facciamo?”, gli chiese, col cazzo ormai vicino all’orgasmo. “Sì… - rispose Wolfango con un gemito – mettimelo dentro… lo desidero tanto… fammi fare la tua giumenta…” E Martino, senza esitare oltre, lo coprì e gli scivolò dentro agevolmente… ma solo fino a metà, quando dovette far forza per vincere la resistenza di un muscolo non ancora abituato al suo nuovo calibro. Sentiva Wolfango tremare sotto di lui, lo sentiva gemere di dolore, ma anche sospirare di piacere… quel piacere che si rinnovava dopo tanto tempo e che scopriva ancora più struggente di quanto lo ...
... ricordasse. Quando Wolfango realizzò che il cazzo di Martino era tutto dentro al suo culo e i peli del pube gli sfregavano sullo sfintere dilatato, la sensazione di pienezza lo sopraffece e, rimanendo piegato, allungò indietro le mani, lo afferrò per le natiche e se lo spinse dentro ancora di più. Spasimando non meno di lui, Martino prese allora a macinargli contro con il bacino, poi, resosi conto che era il momento, diede inizio alla monta e dopo qualche attimo di aggiustamento, l’uccello del valletto scorreva che era una meraviglia nel condotto del Capitano, strappando ad entrambi gemiti e sospiri di vera goduria. Ma troppo erano carichi entrambi, troppo eccitati, per cui l’accoppiamento durò ben poco: ad un tratto, Martino sentì lo sfintere di Wolfango strizzargli ripetutamente l’uccello, mentre lui si contorceva, sguaiolando, in preda agli spasimi di un orgasmo spontaneo; questo spinse anche lui verso il limite e, inarcandosi col busto, glielo spinse dentro con forza tutto quanto, mentre gli si aprivano le cateratte e il seme prendeva a schizzargli fuori dall’uretra, riempiendo l’ampolla anale del compagno. Rimasero a lungo congiunti, tremando e ansimando, Wolfango a quattro zampe e Martino sopra di lui, che gli aveva passato le braccia attorno al petto e lo stringeva a sé convulsamente. Quando l’altro gli estrasse dal culo l’uccello ormai flaccido, Wolfango si rigirò e si sedette per terra, la schiena poggiata alla vasca e Martino gli si sedette al fianco. “E’ ...