1. Frate martino - 7


    Data: 14/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    Quando tornò da Wolfango, qualche ora dopo, Martino sfoggiava la più scintillante livrea che avesse mai visto, con le gambe inguainate nella calzamaglia a due colori, il farsetto di velluto azzurro sopra una camicia di lino bianca e la braghetta voluminosa annodata da nastri multicolori. Abituato com’era a indossare il saio o calzoni cascanti, che nascondevano praticamente tutto, all’inizio si trovò un po’ a disagio con questi abiti all’ultima moda, che sembravano fatti per mettere in evidenza le sue doti virili.
    
    E infatti Wolfango emise un leggero sibilo, quando gli comparve davanti. Si alzò dal suo tavolo e gli andò incontro:
    
    “Accidenti, che magnificenza!”, esclamò sinceramente meravigliato.
    
    Martino, però, si sentì ancor più intimidito da quelle lodi: anche se erano pressoché coetanei, Wolfango era più imponente e lo sovrastava di quasi tutta la testa. Per non parlare dell’abisso sociale che li divideva: l’uno barone e Capitano dei Cavalieri di San Giovanni, l’altro pur sempre un servo di umilissime origini.
    
    Ma la sincera ammirazione che leggeva negli occhi del suo signore valse a rinfrancarlo.
    
    Wolfango suonò un campanello.
    
    “Questo è Almerigo, - disse a Martino, indicandogli il funzionario che era entrato –è il maestro della casa: vai con lui, ti farà visitare il palazzo e ti spiegherà quali sono le tue mansioni. Messer Almerigo, - si rivolse poi all’uomo - vi raccomando questo giovane: è il mio valletto; istruitelo sui suoi doveri. Ma trattatelo ...
    ... bene, vi prego.”
    
    Il siniscalco si inchinò e fece cenno a Martino di seguirlo.
    
    Wolfango rimase dal solo, col cuore in tumulto: l’improvvisa apparizione di Martino lo aveva precipitato ad un tempo che credeva dimenticato. Si rivide disteso sulle ginocchia di Alterio, con la sua mano che gli colpiva le natiche a mezzo tra un ceffone e una carezza… e le sue dita, che lo esploravano nell’intimità, che lo penetravano… E adesso Martino… Martino tornato da chissà dove e così bello nella sua giovanile, esuberante virilità.
    
    Brividi di eccitazione cominciarono a formicolargli sotto la pelle, concentrandosi all’inguine, il cui abitante ben presto fece sentire la sua voce. Forse aveva sbagliato a farlo restare… forse avrebbe dovuto imbarcarlo sulla prima nave in partenza per l’Italia.
    
    Wolfango strinse i pugni fino a conficcarsi le unghie nella carne, nel tentativo di reprimere quegli impulsi lussuriosi e finalmente riuscì a calmarsi. Tornò a concentrarsi nel suo lavoro, ascoltò la relazione delle spie, Rolando e Virgildo, che aveva mandato in territorio nemico, ricevette diversi funzionari e finalmente, calata la sera, si ritirò nel suo appartamento, dove trovò Martino ad aspettarlo.
    
    “Il bagno è pronto, mio signore.”, gli disse.
    
    Era stato informato, infatti, dal maestro della casa che il capitano aveva l’abitudine di rilassarsi nel bagno, dopo una giornata di lavoro, e spesso di farcisi servire anche la cena, quando non c’erano ospiti: segno evidente di quanto si fossero ...
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