1. Frate martino - 7


    Data: 14/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... ammolliti anche i costumi dei severi Cavalieri a contatto con le raffinatezza levantine.
    
    Seguito dal valletto, Wolfango si diresse verso il locale da bagno, un lussuoso stanzino, piastrellato di mattonelle azzurro mare e con una grande vasca al centro, una vasca di marmo alimentata da una conduttura, che terminava con una testa di leone in bronzo dorato, da cui, girando una leva, scaturiva direttamente acqua calda proveniente da chissà dove.
    
    La vasca era già piena e il vapore riempiva la stanza. La morbida luce delle lampade si rifletteva sulle piastrelle umide, traendone mille riflessi e dando la sensazione di trovarsi nella dimora di una qualche divinità nel fondo del mare. Mai come quella sera, Wolfango ne rimase colpito… tutto aveva preso come una nota di magia.
    
    “Aiutami a spogliarmi…”, disse piano Wolfango.
    
    E Martino, con mano tremante cominciò a sciogliergli i lacci del farsetto, sfilandoglielo e aiutandolo poi a togliersi la camicia. La vista del solido petto, ombrata da una folta peluria, lo emozionò, mentre l’odore pungente delle ascelle gli giungeva alle narici, dandogli un’ebbrezza mai conosciuta. Ancora una volta Martino si meravigliò del cambiamento che l’altro aveva subito.
    
    “Siete molto cambiato da…”, gli sfuggì.
    
    “Cosa intendi?”
    
    “Siete… siete diventato un uomo.”
    
    “Anche tu.”, disse Wolfango, fissandolo negli occhi.
    
    Martino aveva cominciato a sciogliergli i lacci della braghetta.
    
    “Faccio io.”, disse però Wolfango, e si voltò, ...
    ... dandogli le spalle.
    
    Si sfilò in fretta la calzamaglia e rimase nudo… provocantemente nudo. Martino si sentì torcere lo stomaco alla vista delle natiche sode che sovrastavano le cosce robuste come capitelli sulle colonne di un antico tempio; sentì tutto un rimescolio dentro, mentre la testa gli si annebbiava e la mano gli si muoveva da sola… Sfiorò la tonda superficie con incredibile delicatezza. Wolfango non si mosse, ma gli si accapponò la pelle, mentre un leggero sospiro gli sfuggiva dalle labbra socchiuse.
    
    Reso più audace da quella tacita acquiescenza, Martino prese a carezzargli le natiche a piena mano; poi, come per un’improvvisa folgorazione, sollevò la mano e gli affibbiò una violenta ceffonata, che risuonò fra le pareti della stanza.
    
    “Ah!”, gemette Wolfango e, giratosi, lo fissò con aria stravolta; poi lo spinse a sedersi su uno sgabello e gli si distese sulle ginocchia, puntellandosi a terra con le mani e con i piedi.
    
    Sentendosi premere sulla coscia il suo cazzo eretto, Martino prese a sculacciarlo, come un tempo nel fienile del castello, ma con più forza adesso, con più determinazione. Ma non diverso era il modo con cui Wolfango sguaiolava, dimenandosi sulle sue ginocchia, con le chiappe ormai deliziosamente rosse;
    
    finché, con un guizzo, gli si sottrasse e gli si inginocchiò in mezzo alle gambe: gli slacciò febbrilmente la braghetta, quasi strappandogliela via, e gli cavò fuori l’uccello, che ormai dava in escandescenze.
    
    Per un po’ glielo massaggiò, ...
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