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Il guardiano dei cessi
Data: 10/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Michellerimini, Fonte: Annunci69
... tutti quei cazzi che gli passavano accanto, lo eccitavano e gli sarebbe piaciuto farseli, come si era abituato a fare durante la doccia dello spogliatoio quando giocava a calcio a Brema. Ma qui, tutti lo conoscevano e non osava far niente. Con me, che avevo scritto in fronte che ero forestiero, aveva osato e gli sarebbe piaciuto osare ancora… -“Anche a me piacerebbe…” dissi sinceramente. -“Davvero?! Ma a Berlino chissà quanti ne hai!” -“Ma non belli come te!”. Era contento, grato del complimento, così, ancora mi sorrise con quel suo modo puro e accattivante. Era veramente un uomo meraviglioso. -“Aspetta, provo a fare una telefonata..” Si alzò e senza staccare lo sguardo dal mio, parlò con la moglie, le disse che se poteva sostituirlo per un po’, lui sarebbe dovuto andare dal meccanico per mettere a posto lo scooter… Alla fine confermò che andava benissimo se fosse venuta verso l’una e mezzo. Chiudendo la telefonata, di nuovo si aprì in uno dei suoi meravigliosi sorrisi. -“Se vai in quella caffetteria, puoi vedere quando arriva e, poi, ce ne andiamo!” Mi disse indicandomi un tendone che faceva ombra ad alcuni tavolini, di là della strada. Questa volta il sorriso glielo feci io e gli strinsi felice la mano facendo in modo che la bimbetta fosse distratta, mi chiuse le spalle, mi strinse forte una coscia, mi posò un dito sulle labbra che io mi affrettai a baciare. Non avevo la più pallida idea di dove volesse andare, ma certamente cominciavo ad ...
... aver la certezza che mi aspettava un meraviglioso pomeriggio! Dal tavolino dove mi ero accomodato, potevo vedere tutti i giardini e… lui. Giocava con la bambina e, ogni tanto, mi guardava … e m’inviava un sorriso. Tutto ciò che la cameriera mi portò, era insapore e inodore, non m’interessava assolutamente mangiare o bere. Dalla mia postazione non volevo perdermi neppure un movimento, un sorriso. Certo che non doveva essere un lavoro pesante nell’arco di un’ora era entrato un vecchietto soltanto nei gabinetti. “Meglio, così non mi tradisce!” mi sono accorto di pensare. Qualche minuto dopo arrivò in bici la moglie, una bella donna ma ormai disfatta, che portava sul sellino il figlioletto. Aveva un vestitino leggero che metteva in evidenza l’opulenza delle forme, era tutta scarmigliata e un paio di rughe dure rilevavano il suo carattere completamente diverso da quello di Thaisen, tanto lui era allegro e solare, quanto lei doveva essere piagnona e lunatica. Ma la cosa importante era che era arrivata e che gli dava il cambio. Dopo aver giocato un po’ con entrambi i figli, finalmente montò sullo scooter per sparire dietro l’angolo. -“Cazz.., come faccio, adesso?!? Pagai velocemente e mi misi all’inseguimento, ma, dietro l’angolo, ecco di nuovo il grande sorriso e la mano tesa, come ci si incontrasse per caso e un invito a far quattro passi. Mentre temevo che il programma fosse tutto lì, raggiungemmo un altro incrocio, girammo, mi fece montare dietro e ...