1. Il guardiano dei cessi


    Data: 10/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Michellerimini, Fonte: Annunci69

    ... battaglione di denti bianchissimi che si sono offerti al mio sguardo, ho risposto gentilmente al suo saluto e l’ho guardato bene, da vicino.
    
    Bellissimo! Il più bel guardiano di cessi della mia vita!
    
    - “Herr, gli serve la carta?” si affrettò a chiedermi sottovoce, io lo ringraziai, scuotendo la testa e sorridendo (ma dovevo fare solo pipì!).
    
    Ma poi: “Che scemo! Avrei potuto accettare, così, magari m’avrebbe seguito per darmela…” mi trovai a pensare sognando.
    
    La visione così ravvicinata dell’uomo, però, aveva fatto mezzo intostare il mio membro e ora facevo fatica a pisciare.
    
    Così passai qualche minuto fermo, con lo sguardo fisso alle piastrelle, che dovevano esser state bianche.. un tempo.. difatti all’altezza del viso, c’era qualche scritta oscena che inutilmente era stata più volte pulita. Era, però senza riferimenti o inviti ai gay (purtroppo) e mentre stavo pensando che questa Veddel doveva proprio esser pura, sentii l’uomo che diceva alla bambina di star buona, che papà faceva pipì e tornava subito.
    
    “Ma… forse… allora ci sta?!” Mi assalì un vortice di dubbi e speranze!
    
    D’altronde, con tutto il tempo che aveva, proprio adesso che c’ero dentro io, gli scappava la pipì?
    
    Entrato, si piazzò a un orinatoio di distanza da me, stando un po’ discosto dalla tazza e srotolando fuori dai pantaloni un membro molle e lungo.
    
    Se lo accarezzò un paio di volte e quando questo cominciò a prender forma, rimase lì, fermo, guardandomi di sottecchi. Dopo poco, ...
    ... accertatosi che io lo stessi spiando, si girò verso di me e, di nuovo, mi fece il suo meraviglioso sorriso.
    
    Ed io pensai: “.. un invito? O è solo un esibizionista?”.
    
    Ero colmo di paure, non sapevo che fare, fintantoché mi sono accorto che stava spostandosi un po’ in avanti per vedere anche il mio.
    
    Scacciando ogni indugio, mi sono avvicinato e appena gliel’ho preso in mano è diventato perfettamente massiccio.
    
    Me l’ha preso in mano anche lui, facendo schizzare la mia erezione fino alle stelle.
    
    Un fiume di pensieri continuava a vorticare nel mio cervello, avevo paura che la bambina entrasse nel locale, cercavo di decidere cosa fare quando repentinamente, lui mi s’inginocchiò davanti e se lo ingoiò tutto e si mise a pomparmi.
    
    Era tutto così strano e pericoloso che giunsi subito all’orgasmo mentre lui non si perdette neppure una goccia del mio sperma. Era stato bellissimo e volevo ricambiare, ma lui scuotendo la testa, disse: “Andiamo di là!”
    
    Così ci sedemmo a parlare, all’ombra del pergolato con la bambina che giocava un po’ con entrambi.
    
    Volle sapere tutto di me e perché fossi lì, chi erano i miei parenti, quanti giorni mi fermavo, se sarei tornato a trovarlo… e tutta una serie di domande che andavano a quietare la sua fame d’informazioni, tipica di chi lavora in un luogo dove di solito, la gente non si ferma a parlare.
    
    Lui si chiamava Thaisen era sposato da otto anni e questa era la sua seconda, il primo figlio era con la madre. Era felice della sua vita, ma ...
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