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Il casale abbandonato
Data: 01/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... spettacolo a cui mai si sarebbe aspettato di assistere; Anselmi, invece, era tutto un ribollire di eccitazione: sentiva il cazzo tirargli nelle mutande ormai fradicie: avrebbe voluto precipitarsi nella stanza e partecipare al festino, qualunque ruolo gli avessero assegnato, ma osava a malapena respirare, mentre continuava a lisciare le magnifiche natiche del bellissimo Caldarelli. “Brigadié, è meglio di Youporn…”, mormorò ad un certo con voce allupata. “Puoi dirlo forte, Anselmi.”, assentì il brigadiere, abbassando un braccio. Anselmi spasimò che volesse toccargli il pacco in sobbollimento… magari tirarglielo fuori… Avrebbe dato chissà che cosa per coinvolgerlo in un gioco erotico, lì, al momento, nell’oscurità della notte, mentre da dentro risuonavano i gemiti di gente persa nella passione. Ma Caldarelli si limitò a darsi una smanacciata all’inguine, evidentemente anche lui in preda ad un certo disagio. Nella stanza, intanto, proseguivano gli abusi: dopo esserselo fatto leccare in lungo e in largo, il master si era spostato dietro lo schiavo, sempre piegato sulla cassa, e glielo aveva schiantato nel culo tutto d’un colpo, prendendo subito a fotterlo gagliardamente. Nel frattempo gli altri due si davano da fare a tenergli occupata la bocca. Finalmente, dopo una cavalcata, che sembrò interminabile, il master si ingroppò e con una serie di colpi ben assestati, rigurgitò tutto il suo pieno negli abissi viscerali dello schiavo, che lo accolse ...
... mugolando. “Fottetevelo voi, adesso.”, ordinò il master ai due, dopo essersi tirato fuori, col cazzo molle, da cui colava ancora un lungo grumo biancastro. Quelli non se lo fecero ripetere e corsero a incularlo, prima uno e poi l’altro, sborrandogli nel culo tutto e due. Il master intanto si rivestiva, del tutto indifferente, e quando ebbero finito: “Andiamo”, ordinò, e lo schiavo saltò in piedi e lo seguì. I suoi occhi brillavano di piacere appagato e la sua unica contrarietà era forse che avessero già finito. “Credo che abbiamo visto abbastanza. – disse Caldarelli, staccandosi dalla finestra – andiamocene, prima che qualcuno ci scopra e ci prenda per ricchioni pure noi due.”, e si allontanò, immergendosi nell’oscurità. Anselmi, si sarebbe messo a urlare tutta la sua frustrazione, mentre l’uccello gli ribolliva nelle mutande, ma seguì ubbidiente il suo superiore, sia pure con un certo disagio a camminare dritto. “Abbiamo scoperto come stanno le cose, Anselmi. Questo è un posto dove…” Se dice un’altra volta “ricchioni”, giuro che gli sputo in un occhio!, pensò Anselmi esasperato. “… dove gli omosessuali vengono a rimorchiarsi e a fare le loro sconcezze. Ha visto che razza di roba?” “E già…”, fece stancamente l’appuntato. Si sentiva svuotato. Il cazzo gli si era smosciato, ma era tutto dolorante: non vedeva l’ora di essere a casa e farsi una sega liberatoria. Ma una cosa non capiva: possibile che il brigadiere non si era accorto delle sue palpate? Mamma mia che ...