1. Il casale abbandonato


    Data: 01/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... avvicinarono di soppiatto, approfittando del favore di un cespuglio che li proteggeva da sguardi indiscreti, e quello che scorsero all’interno, illuminato fa un fuocherello acceso in un angolo, li lasciò a dir poco basiti. La prima cosa che videro, infatti, fu un culo in piena vista, illuminato dal chiarore baluginante delle fiamme: apparteneva ad un uomo, giovane all’apparenza, in piedi e con i pantaloni calati alle caviglie. Davanti a lui si riusciva a scorgere nella penombra un’altra persona in ginocchio, inequivocabilmente impegnata a fargli qualcosa di losco.
    
    “Che succede?”, bisbigliò l’appuntato alle orecchie di Caldarelli, che gli stava davanti.
    
    “C’è qualcuno, lì, con i pantaloni calati e una ragazza che…”
    
    “Cazzo! gli sta facendo un pompino! – esclamò Anselmi, molto meno raffinato del suo brigadiere – E non è una ragazza, brigadié, guardi, è senza pantaloni e c’ha l’uccello… e duro anche!”
    
    “Ma questo è un posto di ricchioni, allora! – fece il brigadiere – altro che commercio di prostituzione: Ansè, qui vengono a battere i ricchioni!”, e sarebbe scoppiato a ridere per il sollievo.
    
    “E infatti ne avevo sentito parlare, di questo posto. Brigadié, guardi quei due che sono entrati adesso, lì sulla destra…”
    
    In quel momento, infatti, dal buio una porta sgangherata erano sbucati due figuri, uno alto e atletico, vestito con quella che sembrava una tuta da motociclista di pelle nera, stivaloni e berretto militare, l’altro più mingherlino era tutto nudo, tranne ...
    ... un minuscolo perizoma. Il motociclista lo teneva per un braccio e se lo trascinava dietro piagnucolante.
    
    Anselmi e il brigadiere Caldarelli seguivano la scena dal bordo della finestra, da cui facevano capolino per non farsi scorgere.
    
    Il motociclista trascinò l’altro fino al centro della stanza, dove gli affibbiò un paio di violente ceffonate sulle chiappe nude, poi lo costrinse in ginocchio e gli tenne premuto il volto sul suo inguine. Disse qualcosa, ma le parole non giunsero fino ai due fuori dalla finestra.
    
    “Ma che diavolo…”, fece il brigadiere, mentre il motociclista, sollevato l’altro da terra, lo prendeva nuovamente per un braccio e lo portava fuori dal loro campo visivo.
    
    Caldarelli e l’appuntato Anselmi si spostarono lentamente verso l’altro angolo della finestra, finché li rividero: il motociclista era seduto su una cassa di legno e teneva il mingherlino steso sulle sue ginocchia, dandogli energiche sculacciate a tutta mano, i cui schiocchi cominciarono a risuonare vividi nella notte.
    
    Il mingherlino sguaiolava ad ogni colpo e si dimenava, ma nulla poteva contro la
    
    ferrea stretta dell’altro, che lo teneva inchiodato sulle sue gambe. Ma era evidente che stava godendo come un matto.
    
    “Anselmi, - bisbigliò il brigadiere – e qui dobbiamo intervenire: è in atto una violenza!”
    
    “No, brigadié, - fece l’appuntato – è un rapporto consenziente. Quello con la tuta è il master e l’altro il suo schiavo. Vede che è tutta una scena? Sono venuti qui per esibirsi e ...
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