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Il casale abbandonato
Data: 01/08/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... magari vogliono coinvolgere anche qualcun altro.” E infatti, in quel momento lo schiavo, lasciato libero, scivolò in ginocchio davanti al motociclista e prese a leccargli forsennatamente il montarozzo dell’inguine, mugolando per un piacere, sul quale non si potevano avere dubbi. L’altro lo lasciò fare per un po’, poi gli poggiò un piede sul petto, spingendolo indietro, si alzò e si sfilò la tuta, restando solo con uno slippino nero che esaltava straordinariamente il suo fisico atletico. Quella vista sprigionava un tale magnetismo erotico, che Caldarelli emise un leggero sibilo dalle labbra socchiuse, mentre Anselmi restava per un momento senza fiato. “Vieni qua, puttana!”, disse il master e la sua voce profonda risuonò nella stanza, tanto che anche gli altri due, rimasti indifferenti fino ad allora, si distolsero da quello che stavano facendo e si volsero a guardare. Lo schiavo si accucciò ai piedi del master, che lo afferrò per i capelli, gli sollevò la testa e gli strofinò il pacco sulla faccia: “Lecca, puttana sfondata… Lecca…”, mugugnava. E quello leccava a lingua spianata, tanto che lo slippino fu in breve lucido di saliva. Infine, il master si cavò pure quello, rimanendo del tutto nudo, tranne gli stivaloni e il berretto militare. Il cazzo che sfoderò, pur essendo ancora molle, era impressionante e lo schiavo ci si avventò sopra, ingoiandone una buona metà. Il mugolio bramoso, con cui si affondò nella gola buona parte di quel nerbo, risuonò fra ...
... quelle mura appena illuminate dal bagliore del fuoco. “Cazzo…”, mormorò Caldarelli. Anselmi, dal canto suo, non disse niente, ma si sentì rimescolare tutto l’apparato intestinale, il respiro stesso sembrò morirgli nella gola riarsa, mentre veniva investito da una tempesta ormonale, di cui non ricordava l’eguale. Senza rendersene conto, poggiò una mano, la sinistra, sul fondoschiena del brigadiere e prese a palpeggiarlo, entusiasmato dalle forme sode che sentiva sotto il tessuto leggero. Il brigadiere sembrò non accorgersene, attento a spiare quello che succedeva nella stanza. “Chi ti ha dato il permesso?”, tuonava intanto il master e, spinto indietro il famelico schiavo, lo piegò sulla cassa, dove prima si era seduto lui, e raccolta da chissà dove una cintura di cuoio, cominciò a frustarlo selvaggiamente sulle chiappe. Quello gridava come un ossesso. “Voi due, - ordinò allora il master, rivolgendosi agli involontari spettatori – fatelo tacere.” Senza farselo ripetere, uno corse a ficcargli il cazzo in bocca e cominciò a scopargli la gola, mentre il master seguitava a frustarlo. La faccenda andò avanti per un po’: i due si alternavano a servirsi della bocca dello schiavo, intanto che il master, smesso di frustarlo, gli lavorava il culo, sputandogli nel buco e slargandoglielo con le dita. Fuori dalla finestra, intanto, nel buio della notte, il brigadiere e l’appuntato spiavano sbalorditi gli eventi. Caldarelli sembrava impietrito dallo sbalordimento per uno ...