1. Ci vuoi giocare? quando tutto ebbe inizio.


    Data: 18/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: RedTales, Fonte: Annunci69

    ... intensità che abbassai gli occhi.
    
    “E’ come scopare con una ragazza, solo che è più stretto e lo senti meglio...”
    
    Provai a balbettare qualcosa e mi uscì un imbarazzante: “non ho mai sco...”
    
    “Dai! Davvero? Non hai mai scopato?”
    
    Fui avvolto dall’imbarazzo ma quel ragazzetto non mi diede tregua. Sembrava saper fare e decidere tutto lui.
    
    “Cazzo! Ho diciassette anni e lui quattordici e quello imbranato sono io!” pensai mentre lui continuò: “meglio! Così ti svergini.”
    
    “Ma...”
    
    “Si, si, si.”
    
    Raccolse con la mano un po’ di sperma che gli colava sul petto e se lo spalmò tra le chiappe e poi fece la stessa cosa con la saliva e quindi si mise prono sulla ghiaia allargando le gambe: “scopami, scopami...”
    
    Con le mani si afferrò le chiappe aprendole e offrendomi la sua intimità.
    
    Indugiai ma lui continuò ad incitarmi finché mi misi sopra di lui. Con difficoltà e mancando più volte l’ingresso provai a penetrarlo, riuscendoci solo quando fu la sua mano a guidarmi sul pertugio.
    
    Spinsi sentendo perfino male alla punta e quindi mi accorsi che stavo sprofondando lungo qualcosa di stretto. Ero dentro di lui. Scesi finché i testicoli si fermarono contro i glutei. Nella testa mi girarono migliaia di immagini di giornaletti, chiacchiere tra amici, mezze frasi sentite e mi sembrò di essere su un altro pianeta. Rimasi immobile a gustare quelle sensazioni fisiche e quei pensieri che mi avevano offuscato la ragione fin quando una voce che mi sembrò arrivare da molto ...
    ... lontano mi sollecitò: “muoviti. Non puoi stare fermo. Devi muoverti. Scopami. Scopami...”
    
    Sì! Sì, dovevo muovermi. Cominciai a farlo, prima timidamente, quasi con delicatezza, con piccole mosse, spostandomi appena di qualche centimetro. Preoccupato di non fargli male.
    
    “Di più! Devi muoverti di più. Muoviti, muoviti.”
    
    Seguii le indicazioni alzando e abbassando il bacino e provando nuove e immense folate di brividi ogni volta che mi affondavo nel suo intimo che sembrava fasciarmi. Mi sembrò meraviglioso.
    
    “Tirati su. Tirati un po’ su. Mi schiacci.”
    
    “Scusa, scusa.”
    
    Mi sollevai sulle braccia ma poco dopo mi risultò scomodo e fu ancora Alfredo a suggerirmi di appoggiarmi sui gomiti.
    
    Ci provai, incurante dei sassolini che davano fastidio e ripresi a scoparlo, cercando di essere delicato nel farlo, fin quando mi disse: “si, si, così, ma più veloce. Vai più veloce.”
    
    Aumentai il ritmo e, con la velocità e i movimenti sempre più alti improvvisamente mi trovai fuori.
    
    “Ah!” esclamò. Fu quasi un lamento.
    
    Diedi due o tre colpi scivolando tra le chiappe senza ritrovare la giusta via fin quando, nuovamente guidato dalla sua mano, ritornai in quel magico antro del piacere.
    
    Cercai di controllarmi per non sfuggire e non smisi per un tempo che mi sembrò infinito in un crescendo di piacere, stanchezza, sudore… estasi.
    
    Tutto ad un tratto mi accorsi di essere di nuovo al culmine. Il pene si ingrossò ed indurì ancora di più ed esplose nuovamente liberando altra crema: ...