1. Esame di maturità - 8° episodio


    Data: 14/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Fab80, Fonte: Annunci69

    ... piacere…
    
    Dai leggeri sommovimenti delle altre sedie capisco che Andrea ed Eugène si stanno masturbando.
    
    Sono talmente eccitato che, nonostante l’oggettiva scomodità della postura, un abbondante liquido pre-eiaculatorio ha coperto la cappella e cola sulla coscia.
    
    Aumento la mia forza pompante, stringendo le labbra intorno alla cappellona di Roberto che, aiutatosi con un breve colpo di mano, eietta il suo nettare caldo nella mia bocca.
    
    Voglio quella degli altri penso e sputata la produzione di Roberto, mi fiondo sull’uccello di Andrea sempre ancorandomi con le mani alle sue gambe per aver maggiore slancio. Geografia fisica e sapori sono completamente diversi: l’uccello, durissimo, è slanciato e sottile, ha molti meno peli e il suo odore, piacevolmente sovrastato da quello di un detergente intimo, è più delicato.
    
    Però mi piace, eccome se mi piace.
    
    Ho perso il controllo: sono diventato ninfomane; ad intervalli regolare mollo l’osso per baciare e leccare le gambe mentre, senza rendermene del tutto conto, emetto gemiti a volume sempre più alto. Eugène è dietro di me che si masturba e con un piede preme sul mio collo quando mi riattacco ad Andrea per agevolare l’amico ad arrivare in fondo.
    
    Pochi istanti ed anche il secondo viene: la sua produzione è più liquida, quasi dissetante ma, come una furia, sputo anche questa per dedicarmi al piacere di Eugène.
    
    Sono esausto ma non sento la stanchezza: inizio a baciargli un piede, poi baciando e leccando salgo fino ...
    ... al suo inguine per ridiscendere, bramoso, sull’altra gamba.
    
    Lui continua a segarsi.
    
    Sono bellissime le sue gambe, toniche e perfettamente depilate con le vene guizzanti: mi lancio a bocca aperta sulle cosce per assaporare i suoi muscoli. Anche i piedi sono fantastici: curatissimi, le unghie cesellate… ogni tanto me li appoggia sul petto e poi preme scendendo fino al mio inguine. Ma la cosa più fantasmagorica è il suo pene, il suo aroma di giovane divinità pagana… mi protendo allo stremo dello sforzo per baciargli e leccargli le palle un poco schiacciate sulla sedia. Poi lo bacio tutto il suo membro eretto e lo ingoio, piano piano, fino alla gola… è delizioso il momento in cui la sua cappella forza le mie labbra e si fa strada.
    
    Vorrei restare così per ore, fermare il tempo in questa estasi di piacere assoluto.
    
    Ma non è possibile.
    
    Un frenetico, ultimo movimento dei lombi e il suo seme, caldo e afrodisiaco, riempie il mio cavo orale.
    
    Mentre Eugène esce mi accascio a terra… con grande lentezza, deglutisco tutto assaporando la discesa del suo sperma in gola: mi lecco ancora le labbra e, finalmente appagato, vengo copiosamente.
    
    “Sono un vampiro: solo che mi nutro di sborra, invece che di sangue!” penso mentre, disteso schiena a terra sul pavimento fresco, guardo il soffitto rotondo del tavolo.
    
    Nella stanza si è fatto silenzio.
    
    Post coitum mestitiam dicevano gli antichi ed avevano ragione: mi sento svuotato, malinconico e già nostalgico del suo corpo, dei ...