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Raccolta punti - 2
Data: 04/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
... lui, nemmeno quando si avvicinava per chiedere con un timido sorriso un mezzo filoncino di pane alle noci. Del resto, anche volendo, il povero banconista difficilmente avrebbe potuto accorgersi di lui, assillato com’era dalla numerosa clientela femminile, che cercava di carpire la sua attenzione. Per il signor Mario era diventata ormai un’abitudine trascorrere buona parte del sabato e della domenica al supermercato nel tentativo di raggranellare i cento bollini necessari per un pompino all’affascinate banconista, che gli faceva tremare i precordi, quando gli porgeva il sacchetto con un sorriso stereotipato: “Ecco a lei, signore”, dicendo con la sua voce leggermente roca. Un giorno era riuscito a sfiorargli la mano, mentre gli passava il sacchetto… Un altro giorno lo aveva incrociato fra le corsie, che gli veniva incontro e lui era rimasto aggrappato al carrello, alla vista dei suoi fianchi stretti e del grosso rigonfio anteriore, che i jeans evidenziavano ad ogni passo. Quando si incrociarono, lui distolse lo sguardo, ma poi si voltò ad ammirarne il culo tondo e carnoso, mentre si allontanava per scomparire subito nella ressa. Avrebbe voluto andargli dietro, ma si sentì ridicolo ai suoi stessi occhi e continuò la sua inutile spesa. Insomma, il signor Mario si era preso una bella scuffia. Ed era tutta colpa di quella maledetta raccolta punti, che aveva attirato la sua attenzione e lo aveva spinto a guardare le foto dei premi in palio. Solo che a dieci euro a ...
... bollino, quella benedetta scheda non si riempiva mai. Anzi sembrava ogni volta più vuota. Quando arrivò a quota novanta, il signor Mario si sentì prendere da una frenesia incontenibile. Una domenica mattina si recò al supermercato, comprò tutto il comprabile e finalmente attaccò il centesimo bollino autoadesivo. Ce l’aveva fatta! Compilò la scheda in tutte le sue parti: indirizzo, numero di telefono, nome del premio scelto ecc., la mise in una busta chiusa, e il pomeriggio andò a consegnarla al banco “Informazioni”. Adesso non restava che aspettare. Passò una settimana, senza che il postino bussasse alla porta o che il telefono suonasse… cioè, il telefono suonò diverse volte, ma mai per quello che lui si aspettava. Era tutta una presa in giro? No, non poteva essere col battage pubblicitario che c’era stato. Bisognava aspettare e il signor Mario Caramellini aspettò. Passarono un paio di settimane, nell’angoscia e nell’attesa, finché un tardo pomeriggio di febbraio, che era già buio pesto, il campanello di casa Caramellini inopinatamente squillò. Il signor Mario si riscosse dal torpore in cui era precipitato, guardando in TV una puntata di Uomini e Donne, e andò ad aprire… andò ad aprire e si trovò di fronte il suo premio… il banconista del pane, il trucido Gedeone che gli sorrideva imbarazzato. “Il signor Mario?” “Sì” “Io sono…” “Lo so, si accomodi…” Ad entrambi tremavano la voce e le mani, all’uno per l’imbarazzo, all’altro per l’emozione; all’uno per ...