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Raccolta punti - 2
Data: 04/07/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69
Smentendo tutti i timori e i cattivi presagi, l’avvio della nuova raccolta punti, pubblicizzata con politica correttezza dallo slogan “Vinci un loro sorriso”, che accompagnava la foto di questo o quello dei “premi” in palio, ebbe un successo strepitoso. Gli acquirenti si riversarono in massa al supermercato, che i primi giorni dovette addirittura istituire un servizio d’ordine con il compito di regolare il flusso delle code in entrata. Già nella prima settimana, le vendite erano aumentate del 70% e dopo un mese si era arrivati ad un astronomico +320%!!!! I clienti affollavano le varie corsie, come non si vedeva neanche a Venezia durante il carnevale; la merce andava a ruba e nel magazzino era un via vai di tir, camion e carretti che portavano rifornimenti. Il Direttore Generale si fregava le mani soddisfatto; i sindacati, dopo qualche mugugno, plaudirono all’iniziativa e si diedero pacche sulle spalle, quasi fosse stata una loro idea. Il ragionier Pasquetti ebbe l’encomio della Direzione, una lauta gratifica e un invito a cena dal dottor Marchi, che da tempo gli faceva discretamente il filo. Il vice direttore (o vice direttrice) Cancellini si rose il fegato per una settimana, ma poi fece buon viso a cattivo gioco e si complimentò col bel ragionier, che la ringraziò e le strinse la mano con un calore che la rimescolò tutta. La gente, come si è detto accorreva in massa, spesso era già in coda davanti all’ingresso mezz’ora prima dell’apertura, come non si vede ...
... neanche davanti ad un Apple Store al lancio dell’ultimo modello di iPod. Ma quello che sorprese veramente, quello che nessuno si sarebbe aspettato, fu il gran numero di clienti maschili, in certi momenti addirittura superiore a quello femminile. Inizialmente, si pensò che ad attirarli fosse la curiosità, ma dall’impegno con cui si affannavano ad accaparrarsi i bollini, ci si rese conto che doveva esserci un interesse di maggiore portata: forse intendevano omaggiarne qualche loro parente o amica. L’unico a sospettare la verità fu il dottor Marchi, che dopo aver cercato invano un sistema per inserirsi nell’iniziativa, dovette rassegnarsi a dire addio al cefalotto del bel Valentino, banconista del pesce. Ora, fra i clienti più assidui del supermercato, c’era un certo signor Mario, Mario Caramellini, un timido quarantenne, impiegato del catasto, da sempre innamorato della bellezza virile, ma da sempre troppo imbranato per tentare un approccio nei luoghi e nei modi appropriati. Eppure, era un bell’uomo, il signor Mario: mediamente alto, fisico asciutto, lineamenti regolari. I capelli precocemente ingrigiti gli davano poi un’aria di fascinosa distinzione. Lavorando in ufficio, poteva dedicarsi agli acquisti solo il sabato e la domenica, giornate che trascorreva pressoché interamente al Risparmioso, vagolando senza meta fra le corsie o davanti al banco del pane, dove lavorava l’obiettivo della sua raccolta punti. Il quale obiettivo, per la verità, poco o nulla si accorgeva di ...