1. Che bei tempi la scuola (parte 2)


    Data: 19/06/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Roronoa27, Fonte: Annunci69

    ... vedessi in quel modo, ho perso il controllo, non riuscivo più a comprendere cosa stava accadendo, ero troppo eccitato dal fatto che mi stavi guardando gemere come una cagna in calore".
    
    "Finò, da ora sai che devi solo ubbidere se vorrai anche solo guardarmi"
    
    "Ti giuro farò qualsiasi cosa"
    
    "Bene, domani mi fai il compito e se non ci prendo minimo 7, puoi scordarti di me e dirò a tutti quello che hai fatto"
    
    "Ma non so fare niente" gli dissi confuso.
    
    "Lo sai quanto me ne frega?"
    
    "Ma tanto non lo faresti mai, noi due siamo amici" convinto di qualcosa che era chiaro non esistesse più.
    
    "Di fare cosa?"
    
    "Di dire agli altri quello che è successo, perché anche io posso sputtanarti"
    
    "Dici?" prende il cellulare e mi fa vedere una foto rubata in quel momento in cui ero a terra e gemevo a pecorina con la penna in culo.
    
    Inizio ad urlare come un pazzo "TU SEI MALATO, DAMMI SUBITO QUEL CELLULARE, CANCELLALA IMMEDIATAMENTE"
    
    "no forse non hai cap.."
    
    "NO TU NON HAI CAPITO PEZZO DI MERDA COGLIONE CHE NON SEI ALTRO" mi fiondo addosso a lui che si era precedentemente riposizionato sul letto. Inizio a cercare di prendergli il cellulare provando a dargli qualche pugno.
    
    "NO FORSE SEI TU A NON AVER CAPITO" mi prende per il collo e mi butta sul letto intrappolandomi con il suo peso. Mi sta soffocando, ho le lacrime agli occhi. Lui continua: "hai capito cosa devi fare frocio? Lo capisci chi comanda?" continua a strozzarmi con entrambe le mani, divento rosso perché ...
    ... mi manca l'aria, acconsento facendo un cenno con la testa. Mi lascia "bravo hai capito ricchioncello" mi sorride e mi dà due schiaffetti sul volto. Faccio un respiro grandissimo per recuperare tutta l'aria possibile. Mi sentivo di morire, è stato tremendo, iniziavo ad avere paura. Rimaniamo in silenzio. Io non riesco più a dirgli niente, lui sta guardando il cellulare impassibile come se non fosse accaduto assolutamente nulla. Ho una paura tremenda, mi alzo e vado a prendere le cose per farmi una sigaretta, mentre continuo a piangere.
    
    "No forse proprio non hai capito, te lo devo dire io che cosa puoi fare e cosa no e se non ti dico che puoi alzarti per fumare, non lo fai. Te lo dico con le buone, non voglio arrabbiarmi ancora una volta perché la prossima volta sarà peggiore." Non parlo, mi siedo di nuovo sul suo letto e inizio a fissare il vuoto. Ma come c'eravamo arrivati? Ci stavamo divertendo così tanto. È colpa mia? Sono un pervertito? Forse sì.
    
    "Accompagnami a fumare" esorta Marco distraendomi dai miei pensieri. Ci spostiamo in balcone e lui si accende la sua sigaretta. Stavo morendo per fumarne una per togliermi l'ansia che avevo. "Aaah ci voleva" e mi sputa il fumo in faccia. Stavo impazzendo.
    
    Provo a pronunciare "poss.."
    
    "Ti ho dato il permesso di parlare?" passa un solo istante, "Ecco bravo, non rispondere neppure."
    
    Non avevo diritto di replica, avevo troppa paura che mi facesse di nuovo qualcosa. Continuava a buttarmi il fumo addosso ed io cercavo di ...
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