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Che bei tempi la scuola (parte 2)
Data: 19/06/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Roronoa27, Fonte: Annunci69
*Guida alla lettura:* Il racconto è volutamente lento, volutamente descritto in questo modo prolisso, proprio per aumentare a dismisura il desiderio dell'atto carnale fra i due protagonisti. È il desiderio passionale che muove le fila di tutta questa storia. Descrivere come ci si giunge all'apoteosi del rapporto sessuale è, per me ed anche per il protagonista, più importante e più eccitante. Inoltre, specifico che il racconto è anche pensato sotto il punto di vista adolescenziale. Calarsi in quel contesto fa capire come, al giorno d'oggi, le bestemmie siano quasi degli intercalari veri e propri. Detto questo, spero che la lettura sia piacevole per tutti e vi esorto a commentare per mostrarmi il vostro interesse e per, magari, criticarmi per le scelte stilistiche adoperate. Li leggerò tutti per cercare di migliorarmi. Grazie mille. ___________________________________________ "Ma se si sente pure con la felpa" io intanto lo annusavo come fosse il mio ultimo respiro. "Vedi che è la felpa, ascoltami" se la toglie e continuando a scherzare come si fa tra bambini, mi spinge l'ascella nuda sul naso. "Odorala meglio" e con l'altra mano mi forza ad immergermi in quella peluria meravigliosa. Cosa faccio!? Aiuto! Ho un'erezione mostruosa tra i pantaloni. Volevo soltanto morirci in quel modo. Sentivo gli angeli cantare, era un mix di sudore e ormoni da maschio alpha. Non ce la faccio più, mi abbandono a quella presa, non posso resistergli, faccio un profondo ...
... respiro e inalo quel profumo estatico. Esco la lingua ed inizio a leccargliela. Sono incapace di intendere e di volere. "Mi fai il solletico coglione" e mi scosta via. Ero sballato, manco mi fossi fatto una canna. "p-posso di.. Di nuovo?" imbarazzatissimo riuscii a dirgli solo quelle parole. Lui stranito e cambiando espressione, mi dice "In che senso?" "Posso di nuovo?" mentre ero stordito gli indico l'ascella. Mi lacrimano gli occhi, ero riuscito a fare quello che volevo fare da anni. "Dai facciamo che me la lavi tu" Sì alza il braccio rivolto verso di me e ci riposizioniamo come prima. Senza nessuno che ride questa volta. Solo io in una profonda ascesi. Inizio a leccargli l'ascella. Ha un sapore buonissimo, mi ci attacco come fosse la mia ancora di salvezza. La mia faccia in mezzo a quella foresta. Il mio sogno. Si vede che sto godendo come un maiale. Lui però non si stacca, è indifferente. Non gli fa né caldo né freddo. Non batte alcun ciglio fino a quando non dice, odorandosi "Mii sei brava a pulire, non ne fa più puzza" "Ti piace tanto eh ricchioncello?" mentre io continuavo come un animale a leccargli quanta più carne possibile. "Lo vedi che bei regali che ti faccio?" e scoppia a ridere. "Meglio di una doccia sei, complimenti" e mi offre l'altra ascella. "Dai, serviti" Io non riuscivo più a parlare, a proferire parola alcuna, ero immerso in una sorta di giardino paradisiaco, mi sembrava di esser morto e di essermi ritrovato in paradiso. ...