1. Vacanza galeotta 3. L’incubo erotico.


    Data: 26/01/2018, Categorie: Erotici Racconti, Dominazione / BDSM Racconti Erotici, Tradimenti Autore: samas2, Fonte: RaccontiMilu

    ... piede e poi l’altro lasciandone fuori solo i talloni. Succhiava rumorosamente: se li gustava, sembrava volesse mangiarli. Successivamente afferrò con le due mani la pattina della camicetta e con un colpo secco l’aprì scoprendo le mie mammelle che leccò e risucchiò all’interno della cavità orale. Mi mordicchiava dolorosamente i capezzoli.
    
    Sfilatimi i pantaloncini e gli slip fece scorrere la sua linguona sulla pelle delle cosce, dei fianchi, dell’addome. Il mio corpo era solcato delle scie lumacose prodotte dalla sua saliva. Inaspettatamente non provavo paura e anzi ci stavo prendendo gusto: facesse pure di me quello che desiderava. Mi ruotò su un fianco e, afferrati i miei glutei, li allargò. La sua lingua dopo aver lambito e lappato l’ano con tutti i suoi sapori, lo oltrepassò, spingendosi il più possibile in profondità. Una sensazione inedita e molto gradevole percepire quella grossa lingua calda e umida che mi penetrava nel retto. L’emozione, l’eccitazione che stavo provando, unita alla vescica troppo piena, provocò uno zampillare di urina dalla mia vagina. Temevo che Carmine si sarebbe irritato ma, con mia sorpresa, l’uomo si precipitò con il suo faccione a ricevere quella pioggia dorata e aprendomi con le mani le grandi labbra prese a leccarmi la figa, gonfia per il desiderio. Godevo, la sua grossa e instancabile lingua mi sguazzava dentro fra umori e urina: gemevo sensualmente, comprendendo di farlo arrapare sempre di più. Lo sentivo ansimare, sudare e grugnire ...
    ... come un animale. Si spogliò: il suo corpo era pingue, pallido e completamente glabro, lucido di sudore. Immediatamente capii il perché del soprannome “o ciuccio”; potei osservare con stupore e meraviglia un cazzo asinino, smisurato.
    
    Avevo talvolta fantasticato di incontri al buio, e cosa c’era di meglio di quella selvaggia scopata con uno sconosciuto, superdotato per giunta.
    
    “Hai mai visto un cazzo così grosso? Forza datti da fare.”
    
    Mi avvicinò al volto il pene: annusai il pungente, acre afrore e allargando più che potevo le labbra lo accolsi in bocca assaporandone il deciso e selvatico aroma, ma per le cospicue dimensioni mi trovavo in difficoltà a succhiarlo.
    
    Udii una voce roca, con forte accento dialettale, per la prima volta.
    
    “ Adesso basta a fare bocchini, ora ti voglio chiavare e ti aprirò come una cozza. Appena ti ho vista ho capito che sotto le tue apparenze di donna seria e fedele, si nascondeva una gran zoccola e ho deciso di prenderti. Ma vedrai, ti piacerà; ti farò provare qualcosa di speciale che nessuno ti ha mai dato.”
    
    Non avevo dubbi nel confronto che feci mentalmente fra il pene di mio marito e quello di Carmine, mentre già bruciavo dall’impazienza di avere dentro quel fantastico uccello.
    
    Mi allargò le cosce bloccandomi la gamba sinistra contro il materasso e ponendo l’altra sopra la sua spalla destra. Quel glande violaceo faceva quasi paura e quando entrò, facendosi strada nelle mie carni, gemetti. L’uomo, appoggiandomi addosso il grasso ...