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Storia di una sirena 1 - le fondamenta ed i primi impulsi
Data: 26/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Syren, Fonte: Annunci69
... genitori poiché non hanno mai cercato di reprimere la mia esuberanza e sono sempre stato incalzato ad esprimere le mie emozioni appieno, a non trattenere le lacrime per esempio, a manifestare i miei affetti e le mie vulnerabilità. Sono l’ultimo di tre figli. Alessandro, mio fratello maggiore, l’emblema “perfetto” del primo erede: etero, affascinante, virile, cazzuto. Fin da bimbo, portatore di ossa grandi (non solo quelle in futuro…), capello sbarazzino, faccia da furbetto, scalmanato (fin troppo), leader trascinante già nella prima cerchia di amichetti e, a seguire, fin dopo la carriera scolastica. Darà qualche problema ai miei genitori quando, anche lui, svilupperà gli ormoni e avrà capito cosa farsene. Perché sarà un innato infrangi-cuori (non solo quelli), ma essendo le donne le sue vittime, avrà comunque trovato la sua collocazione accettabile in questo mondo. Patrizia, la mia bellissima e amatissima sorella, la femminilità sarda incarnata: pelle olivastra, capelli spessi e scuri, ciglia lunghe capaci di fulminare sul posto qualsiasi uomo, seno proporzionalmente adatto a distrarre dai suoi occhi e l’abbondanza carnale tipica delle donne isolane che non ha nulla da invidiare alle silhouette secche da rivista di moda. Gli anziani della famiglia avranno paura per lei per tutta la sua adolescenza, paventando orde di maschi allupati sotto la finestra di camera sua, imbambolati sotto l’incantesimo delle sue ciglia e delle sue tette. Ma si dimostrerà la migliore di noi, ...
... sempre con la testa sulle spalle, diligente, senza “grilli per la testa” e con un quadretto familiare da manuale nel futuro. E poi sono nato io: capitato un po’ per caso (si vocifera concepito dopo una notte di bagordi danzerecci e particolarmente alcolici…) e, forse proprio per questo, amatissimo e coccolatissimo. Come anticipavo prima, non fui mai obbligato a nascondere alcun lato della mia personalità, ma non riuscivo a trovare la mia collocazione, al contrario dei miei predecessori. Bloccato nel mezzo tra i due estremi sessuali dei miei fratelli, non riuscivo a scegliere a quale ambire: la virilità di Ale o la femminilità di Pat? Per quanto il sesso fosse un argomento tabù quando eravamo piccoli, mi furono insegnate le differenze biologiche fra noi tre e, ovviamente, a quale gruppo io appartenessi. In contrasto, la nudità tra noi familiari era considerata naturale e, a parte i segreti del ciclo delle donne di casa, non era un motivo d’imbarazzo o un momento di vita quotidiana da nascondere. Cosicché ero abituato a vedere la crescita di un corpo maschile avanti di 12 anni, come quello di mio fratello e, di riflesso, quello maturo di mio padre Costantinu (chiamato fortunatamente Costa). Mi chiedevo di continuo se anche a me sarebbe cresciuto così tanto il pisello, se sarebbero spuntati anche a me quei peli scuri sotto le ascelle, se i piedi mi avrebbero puzzato così tanto dopo una partita di calcio (a cui comunque non avrei mai giocato nemmeno sotto tortura…) e se ...