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Il maratoneta
Data: 12/05/2021, Categorie: Hardcore, Tabù Voyeur Autore: coregone, Fonte: xHamster
... toccarli e allungai una mano. Anche Anna allungò una mano ma sul mio viso. Uno schiaffo sonoro • ohh ma che cazzo fai... per chi mi hai presa?! • Scusa, scusa, è stato un gesto spontaneo. Sov****nsiero è come se la mia mano si fosse mossa da sola come se avesse vita autonoma. • See col cazzo, anzi mi sa che è proprio quello che la fa muovere, viste le condizioni in cui si trova ormai da... ma da prima non ti è ancora calato? • Beh... no... e come faceva, avevo gli occhi puntati fissi sul tuo fondoschiena. Ahaha. • Quale, questo? - con un gesto fulmineo si girò e abbassò fusò e mutandine in un colpo solo, chinandosi a 90° e mostrandomi la rotondità perfetta dei sui glutei, facendomi intravedere la prominenza della sua vulva. - Sei proprio un porco... - La mia mano questa volta arrivo all'obbiettivo e si posò proprio al centro delle due chiappe, fra le cosce e il suo fiore, umettando le dita fra i petali carnosi di quel dono di Dio. Mi aspettavo un'altro schiaffo ed invece fece finta di nulla, rimase in quella posizione, appoggiandosi con una mano al pianale del suv e con l'altra cercava di abbassarsi i fusò alle caviglie. Le mie dita, intanto, frugavano alla ricerca del pistillo di quel fiore umettato e con mia sorpresa lo trovarono prominente tanto da poterlo stringere fra pollice ed indice. Anna fu scossa da un fremito così forte che dovette appoggiare al pianale anche l'altra mano. Mi guardai attorno. Nessuno. Mi chinai ...
... in ginocchio e affondai il viso fra quei petali odorosi di sudore e fatica. La mia lingua si mise alla ricerca di quella protuberanza che tanto la sconquassava. La trovò e affondò subito due, tre colpi precisi che sortirono nuovamente il tremito e il cedimento delle gambe. • Aspetta, fermo! Non così. Aspetta un attimo. - si risollevò i fusò, prese la bici e me la passò. - Mettila davanti al furgone. - Nel frattempo lanciò sacca e tutti gli ameniccoli sui sedili davanti. Tirando due leve reclinò in avanti il sedile posteriore, mi disse di salire e chiuse il portellone. L'aria si riempi subito dei nostri odori ed io distinguevo perfettamente quello del suo sesso che ancora mi inebriava la mente. Mi si avventò contro slacciandomi le scarpe e togliendomi i pantaloncini e le mutande. Lo prese in mano e sospirò sentendosi liberata dal quel primo desiderio. Cominciò ritmicamente a scappellare la mia asta e lentamente ad avvicinare il viso. Dapprima piccoli e timidi baci, poi leggere leccatine tra frenulo e glande, per poi affondarlo interamente dentro la sua bocca fino a sentirlo giù nella sua gola. Si mise con le gambe a fianco del mio busto e capii che voleva che le togliessi scarpe e vestiti. Non esitai e, seppur con difficoltà, mentre le sue labbra continuavano ad offrirsi al mio sesso pulsante, la posizionai a cavalcioni sul mio viso. Cominciaì, avidamente, una perlustrazione approfondita del territorio, separando, con la lingua, ...