1. L'inquilino della porta accanto - 2


    Data: 10/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: adad, Fonte: Annunci69

    ... fatto girare, dandomi subito un bacio appassionato. Poi mi ha guardato con occhi dolcissimi:
    
    “Ti ho dato il mio seme, - ha detto – adesso voglio il tuo.”, e si è chinato sul mio cazzo ormai dolorante per la lunga eccitazione, lo ha inglobato nella sua bocca e ha preso a succhiarmelo con passione.
    
    Gli sono venuto in bocca e lui ha ingoiato tutto, soffermandosi poi a leccarmi e a ripulirmi il glande, nonostante si andasse via via afflosciando. Solo quando è stato del tutto molle, lo ha lasciato ed è tornato a baciarmi. La sua lingua sapeva di sperma… il mio sperma, che si mescolava alla dolcezza della sua saliva in un mix inebriante.
    
    “Io avrei una certa fame…”, ha detto dopo un po’, passandosi una mano sullo stomaco e rivolgendomi un sorriso radioso.
    
    “Ci sono le braciole… - ho risposto io – sono già pronte, le grigliamo?”
    
    “Perfetto! Proprio quello che ci vuole per reintegrare le proteine che abbiamo speso…”, e mi ha dato una pacca sul culo.
    
    Siamo andati a darci una ripulita in bagno, soprattutto io, che avevo lo spacco del culo imbrattato e scivoloso della sua sborra, poi ci siamo infilati l’accappatoio e siamo andati in cucina. L’insalata era già pronta, bastava solo condirla; la griglia è stata presto rovente e ci ho buttato sopra le braciole nel frattempo ben aromatizzate, mentre lui apriva una bottiglia di vino, che dormiva in frigo da chissà quanto tempo, nell’attesa inconsapevole dell’occasione giusta. E più giusta di questa, non credo che ce ne ...
    ... siano mai state, né ci saranno in futuro.
    
    In un attimo la cucina si è riempita dell’aroma della carne speziata che si arrostiva… e qui chiedo scusa ai vegani, ma non posso farci niente: la carne mi piace troppo, e non parlo solo di arrosti e braciole, ma anche del capitone crudo e guizzante… non so se mi spiego.
    
    Era passata mezzanotte, quando ci siamo messi a tavola: il più saporito pasto notturno della mia vita.
    
    Con la fame che avevamo, acuita dal precedente dispendio di energie, ci siamo spazzolati tutto in quattro e quattr’otto; e abbiamo fatto fuori una bottiglia di vino in due, per cui eravamo alquanto allegri, quando siamo tornati a letto. La testa mi girava e non solo per effetto del vino, la fregola era tornata a impadronirsi di me, tanto che senza neanche aspettare che Beppe si togliesse l’accappatoio, mi sono attaccato al suo boccaglio e ho ripreso a lavorarlo di lingua con tutta la mia maestria. Non sono un gran bocchinaro, devo dirlo, non ho mai avuto bravi maestri: mi limito a fare quello che l’istinto mi suggerisce e, a quanto pare, nei riguardi del cazzo del mio vicino, l’istinto mi suggeriva bene: Beppe, infatti, ha preso a dimenarsi, sguaiolando come un cagnolino e spingendomelo dentro il più possibile, al punto che ho dovuto impugnarne la base con una mano, per impedire che mi staccasse le tonsille. A quel punto, lui stesso ha preso a fottermi la faccia con rapidi colpi di reni, finché con un rantolo mi ha impastato la lingua di seme viscoso.
    
    L’ho ...