1. Sabato, domenica e lunedi'


    Data: 06/05/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Quandohai17anni, Fonte: Annunci69

    ... Michele a riprendere la parola cominciando a raccontare il seguito di quel racconto…
    
    “…Quando lo facemmo nel garage… mentre gli altri erano nella stanza affianco a noi..”- continuò con gli occhi contenti Michele…
    
    Fu allora che decisi di farmi avanti, chiedendo il perché di quel nostro incontro…
    
    “Avevo voglia di vederti, tutto qui” disse Michele sistemandosi sul sedile.
    
    “Io Avevo voglia di toccarti” gli risposi, sorridendo.
    
    Michele rise, guardò per un po' dal finestrino e aggiunse: “Puoi toccarmi, sono qui!”.
    
    Con la mano tremolante allora cominciai a toccare con un dito il suo braccio, continuando sempre a ridere, e Michele rideva con me… poi toccai la pancia con lo stesso dito, per poi sfiorargli piano piano il pene da sopra i pantaloni… fu allora che calò il silenzio, le nostre risate si trasformarono in smorfie sensuali… Il mio respirò divenne affannoso e la mia mano tremava ancor di più…
    
    Michele non proferì parola, guardava solamente i movimenti della mia mano che sfioravano piano il suo pacco…
    
    Quando scesi più a fondo a toccare mi accorsi che quei pantaloni si erano irrigiditi… presi coraggio e allungando anche l’altra mano cercai di allentare i suoi pantaloni… Ma Michele mi fermò…
    
    Mi ridiede le braccia e mi disse: “ Non qui!”.
    
    Allora chiesi dove potevamo andare, e lui subito mi diede le indicazioni stradali….
    
    Con una scusa, gli dissi che sarei dovuto passare da casa un attimo, lui acconsentì e attese in auto che io scendessi…
    
    Arrivato ...
    ... a casa corsi subito in camera mia, mi diressi in fondo ad un cassetto e tirai fuori profilattici e lubrificante… Pregustando già la serata….
    
    Misi tutto in uno zaino e andai subito da Michele….
    
    Ci incamminammo verso delle strade per me in esistenti, fino a quel momento. Dopo molti alberi, curve e strade sdrucciolevoli finimmo davanti ad casolare isolato…
    
    Michele allora dalla tasca tirò fuori un mazzo di chiavi e corse ad aprire un cancello arrugginito… Michele mi disse dove parcheggiare e illuminando la strada con il suo telefono mi fece accomodare in questa sua dimora…
    
    Mi disse che quella casa era di suo nonno ormai defunto, che usava come magazzino per gli utensili da giardino, ma che dalla sua morte sua madre aveva trasformato in una casetta abitabile.
    
    Michele corse ad accendere la luce e vidi allora l’arredamento del posto, composta da un divano abbastanza grande, una cucina, una poltrona e un tavolo con delle sedie… feci i complimenti per il posto e Michele mi fece accomodare….
    
    Nonostante quella casa gelida, il mio corpo era bollente e fremente… mi accomodai sul divano e appena mi sedetti, decisi di togliere le scarpe, cercando così di non sporcare… Michele allora si accomodò vicino a me ed io pian piano appoggiai la testa sul suo petto… Michele prese allora a togliersi la maglietta, e io lo imitai… mi allungai su di lui e mettendo il braccio tra le sue gambe, cominciai a tastare le sue cosce… Michele allora sbottonò i pantaloni e scansandomi se li calò ...