1. Boy scout - 9


    Data: 09/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: Marcus95, Fonte: Annunci69

    Capitolo 9: Bollori & Tocco
    
    Ero eccitatissimo. Ero venuto nelle mutande senza neanche toccarmi. Senza che nessuno mi toccasse. Tommaso aveva deciso di amarmi. Io amavo lui, volevo solo lui. Dovevamo andare in infermeria, subito. Mi alzai e gli porsi la mano. Lui la prese e si alzò. Il suo corpo si fece vicino al mio. Adoravo il mio ragazzo. Oramai lo era divento a tutti gli effetti. Lo amavo, sì.
    
    Presi lo zaino e me lo misi in spalla per l’ennesima volta.
    
    «Te lo porto io» disse Tommaso.
    
    «Sono io il dottore» dissi e cominciai a camminare verso l’entrata del rifugio. Tommaso camminava vicino a me. Era ancora sudato. Le goccioline di sudore scendevano lentamente dai capelli percorrendo tutto il collo. Volevo assaggiare quel collo alla luce del sole. Invidiavo il sole che poteva gustare tutto il suo corpo. Io avrei dovuto aspettare. Il grosso cane nero ci seguiva. Però non potevamo mica portarlo in ambulatorio. Gli animali non erano ammessi, giustamente.
    
    Quando arrivammo alla porta del rifugio mi girai e dissi rivolto al cane «Tu aspetta qui. Non puoi entrare in ambulatorio con noi.»
    
    Il cane si avvicinò ancora di più. Non aveva capito nulla. Come facevo a liberarmi del cane? Perché non si scollava più?
    
    Tommaso si inginocchiò vicino al cane e gli disse: «Tu aspettami qui.»
    
    Il cane fece un giro su se stesso e si sedette proprio di fronte alla porta. Era sicuramente ingombrante ma almeno non avevamo il problema di portarlo in ambulatorio.
    
    Arrivammo nei ...
    ... sotterranei e infine in ambulatorio. Era fresco nei sotterranei. Anzi si gelava. Il sole mi mancava, era come un caldo amico che ti sta sempre vicino. Io avevo Tommaso però, e non era solo un amico.
    
    «Quanto ci avete messo?» disse Andrea appena entrammo.
    
    «Abbiamo avuto dei problemi con un cane» risposi io. Alla fine era vero. Dopo la mia confessione avevo avuto sul serio dei problemi con il cane che non si scansava. Ma in quel momento non importava più. Il cane aspettava fuori.
    
    Andrea non sapeva se cederci oppure no, ma optò per la prima opzione. Ci credette e fece i suoi controlli di routine.
    
    «È svenuto per lo stress e il caldo. Gli ho fatto bere un po’ d’acqua. Direi di farlo riposare per un ora e poi rimetterlo al lavoro» dissi io, cercando di dire la sua cartella a voce.
    
    «Ottimo Luca. Sì, sono d’accordo. Aggiungerei un succo di frutta, in modo tale da avere degli zuccheri nel sangue» disse Andrea.
    
    Tommaso spostava i suoi occhi da me ad Andrea. I suoi occhi erano un portale verso l’amore, verso la perversione, verso il suo vero io.
    
    Tommaso andò a riposare mentre io sistemavo le cose in ambulatorio. Mi feci mandare dei documenti dall’ospedale in modo da poterli visualizzare e sistemare. Cavoli potevo trasferirmi lì. C’era davvero tanto lavoro da fare. Qualcuno doveva pur farlo e io ero disponibile.
    
    Dopo qualche ora Tommaso venne a farmi visita ma il lavoro non mi permetteva di mettere piede fuori dall’ambulatorio e non potevo avere visite se non per ...
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