1. Il calciatore e il professore


    Data: 06/04/2021, Categorie: Gay / Bisex Autore: The_southparker, Fonte: Annunci69

    Salvatore era seduto nel mio ufficio, di fronte alla mia scrivania. Non ho mai capito perché gli studenti scelgano sempre di venire cinque minuti prima della fine dell’orario di ricevimento.
    
    Buttai lo sguardo sul mio panino, che mi aspettava vicino alla borsa. Avevo fame, e l'ultima cosa che avrei voluto fare era passare la pausa pranzo a spiegare a un calciatore il perché sarebbe stato bocciato al mio esame.
    
    L’ateneo privato presso il quale esercitavo aveva una lunga tradizione calcistica. La squadra universitaria vinceva diverse competizioni locali e spesso i giocatori ricevevano un trattamento di favore al momento di sostenere gli esami.
    
    Gli altri professori chiudevano spesso un occhio, se non due, ma non io. Io ero intransigente. Calciatore o no, se l’esame andava male, per me era una stroncatura.
    
    E al momento della bocciatura, la conversazione andava sempre nello stesso modo, almeno con i calciatori. Inizialmente il ragazzo in questione avrebbe cercato di spiegare che in realtà non era da bocciare, che ero stato io ad aver commesso un errore.
    
    Poi mi avrebbe confessato di aver davvero bisogno di passare questo esame, e che avrebbe fatto qualunque cosa per recuperare: un orale aggiuntivo, delle tesine extra, e così via.
    
    Al mio rifiuto, avrebbe fatto la vittima accusandomi di prenderlo di mira e di odiare i membri della squadra universitaria di calcio. In realtà ne sono un grande sostenitore, e lo dimostra il mio ufficio, pieno di targhe commemorative e ...
    ... foto con la squadra.
    
    Non appena avesse realizzato che ero un amico degli allenatori e del direttore sportivo, l’avrebbe piantata lì e se ne sarebbe andato. O almeno, gli altri calciatori facevano così, solitamente.
    
    Guardai il riflesso di Salvatore nello schermo del mio computer. Era alto un metro e novanta, con i capelli castani corti e gli occhi color ghiaccio. Aveva il naso pronunciato e le mani grandi.
    
    L'avevo già visto in campo, e sapevo che sotto i suoi vestiti c'era un corpo massiccio e muscoloso. Oggi indossava l'uniforme ufficiale, e sopra la maglietta una felpa con il logo universitario.
    
    “Cazzo”, ho pensato, “questo ragazzo è un toro!”. Mi presi un secondo per riacquistare la mia compostezza, poi dissi: “Salvatore, il tuo compito non è stato sufficiente. Anche venendoti incontro, non potrei mai metterti 18. Il compito non vale neanche 15 punti!”.
    
    “Ho bisogno di superare questo esame… Se non lo passo dovrò ripetere l’anno... Per un cazzo di esame... scusi professore, non è per sminuire il suo esame, è che senza questi crediti non posso iscrivermi al secondo anno... mia madre mi ucciderà...”.
    
    Perlomeno si era scusato. In quel momento avevo il coltello dalla parte del manico e farmi incazzare non lo avrebbe di certo aiutato a convincermi. Non che avesse qualche speranza, ovviamente. Ora dovevo solo aspettare che seguisse il solito copione.
    
    “Farò di tutto per superare questo esame. La prego, mi dia una tesina extra, qualsiasi cosa...”. Eccolo lì. La ...
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