1. Perdonami, padre, perchè ho peccato!


    Data: 19/08/2020, Categorie: Tradimenti Autore: Cantastorie28, Fonte: EroticiRacconti

    ... larghe. Non ho le calze e ho le unghie smaltate di rosso sia di mani che di piedi. Ho dei sandaletti che mostrano le mie belle dita dei piedi. Ho una quarta quindi nonostante il vestito non sia aderente si vede il mio davanzale. E credo che il parroco lo stia guardando.
    
    «Mia cara, credo che sia compito di una moglie rendere felice il marito. Così come viceversa è suo compito rendere felice te. Lui ti rende felice?».
    
    «Certo, padre.».
    
    «Allora devi fare tutto quello che è in tuo potere per ricambiare questa felicità.».
    
    «Ma è peccato!».
    
    «Mia cara, ti ho mai raccontato di Francesco e la prostituta? No? Bene, mentre andava a Babilonia, Francesco si fermò per riposare. Lo avvicinò una donna, bellissima ma dal cuore velenoso. Era una prostituta. Questa lo volle sedurre, ma Francesco non cedette. “Non mi vuole padre?” gli chiese la donna. “Io non giacerò con te per il piacere corporeo, sei bella fuori, ma dentro hai il male!”. “Sono condannata al male?”. “No, figliola. IO giacerò con te e ti purificherò dal male!”. Credi che sia peccato anche in questo caso?».
    
    «No, padre. Ma non vedo il nesso con il mio caso.».
    
    «Figliola, il peccato è tale solo se fatto per lussuria, per il proprio piacere. Tu lo fai per la felicità di chi ami. Come può essere peccato questo?».
    
    Resto titubante, ma il ragionamento ha un senso.
    
    «IN ogni caso, non saprei proprio come fare, non voglio andare con il primo che capita. Mi sentirei sporca.».
    
    «Di chi ti fidi?».
    
    «Padre, non ...
    ... lo so. Non voglio che si sappia in giro, anche se dovessi farlo e non dico che lo farò. Non so se c’è un uomo che mi dia la certezza che la cosa resterà tra noi. Capisce? Non voglio passare per un’adultera.».
    
    Il parroco la sa lunga. E credo che in fondo ci sperasse già da un po’. Mi propone allora quello che sarebbe uno scandalo vero e proprio.
    
    «Caterina, la soluzione la possiamo trovare nella storia di Francesco. Siamo in confessione. Quello che diciamo e succede durante la confessione non uscirà mai da qui. Hai capito?».
    
    Faccio di sì con la testa.
    
    Lui si alza la toga. Mi prende la mano e la porta sul suo membro peloso. Io sono imbarazzatissima e so che è sbagliato, inizio ad avere qualche dubbio.
    
    «Padre…».
    
    «Fidati di me, Caterina. Lo stai facendo per tuo marito Dante.».
    
    Le mie mani oppongono meno resistenza e, sotto la guida delle mani del parroco, inizio a fargli una sega.
    
    Ha un membro davvero enorme. Molto peloso. Ammetto che non mi dispiace affatto. Mi lascia le mani che continuano da sole, mentre si spoglia completamente. Libera quella panza pelosa che in un uomo mi piace.
    
    Mentre io continuo a massaggiare prima l’asta poi le palle rugose, lui mi tocca i seni. Mi toglie il vestito e resto in intimo. Pizzo rosa.
    
    Mi fermo. Mi alzo in piedi e mi levo il reggiseno. Ho la mia bella quarta al vento con le areole scure e grandi e i capezzoli turgidi che svettano nella sacrestia. Il porco si avventa su di loro e inizia a succhiarli come un bambino ...