1. Una sorella sottomessa 6 - a casa di Clauda, aspettando il suo arrivo.


    Data: 24/09/2019, Categorie: Incesti Autore: nikmaster01, Fonte: EroticiRacconti

    Eccovi il seguito della storia, come promesso. Buon divertimento. E se non avete letto i primi 5 capitoli vi consiglio di farlo.
    
    Per qualche giorno, dopo la serata passata in motel, non ci incontrammo, avevo anche una vita matrimoniale da portare avanti e mia moglie era sempre stata abituata molto bene, quindi da quando avevo calato il numero di scopate con lei, la cosa non è stata gradita. Mi chiamò Paola dopo circa quattro giorni e mi chiese quando avremmo potuto vederci, onestamente per quei giorni avevo pensato tanto a lei, alle sue tette, al suo culo, alla fighetta calda e bagnata, ma ancor di più era la sua devozione nell’eseguire tutti i miei comandi che mi mancava. Ecco era la possibilità di dominarla in tutto che mi aveva lasciato una sorta di vuoto, la sensazione unica di possedere così intimamente una donna, mi aveva coinvolto mentalmente in modo completo. Una donna, e che donna! Mia sorella era veramente l’incarnazione della femminilità e della passione, sapeva come farmi eccitare come rendermi partecipe del suo piacere, a suo modo era riuscita a farmi diventare un po' schiavo di lei. Dentro di me sentivo crescere la convinzione che non potevo farne a meno, era diventata come la mia dose di adrenalina che dava sapore a tutto. Al telefono mi disse che si era accordata con Claudia pe farsi lasciare l’appartamento libero, quindi dissi a mia moglie che dovevo stare fuori una notte per lavoro e ci accordammo per vederci la sera stessa. - Senti Paola, devi farti ...
    ... trovare in mutandine e reggiseno, voglio strapparteli e voglio violentarti questa sera!- Le dissi per telefono. – Si mio signore! Tutto quello che vuoi tu – la sua pronta risposta. Quando arrivai a casa di Claudia, mi aprì la porta ed era con un completo sexy, bianco, trasparente che lasciava intravedere sia i suoi capezzoli che la sua figa pelosa. Entrai e la presi subito tra le mie braccia, la girai perché volevo sentire il suo culo sul mio cazzo, con le mani intanto le avevo già preso il reggiseno e le avevo rotto la parte di sotto lasciando uscire quelle due mammelle enormi. Raggiunsi i suoi capezzoli e li strizzai tra indice e pollice, lei si tratteneva dall’urlare ma si sentiva che stava gemendo di piacere, alzò la testa guardandomi e aspettandosi un bacio, l’accontentai perché avevo voglia di sentire il suo sapore di donna, la sua lingua si incrociò con la mia e la passione si sviluppò all’inverosimile, l’eccitazione aumentò tantissimo, il mio cazzo si era già gonfiato a dovere e non stava più nei jeans, iniziai a spingere contro il suo culo che si muoveva ritmico contro di me, la girai di nuovo come se fosse una bambola e finì di strapparle il reggiseno, poi passai alle mutandine, in un attimo era nuda e bellissima davanti a me. La buttai per terra, nel corridoio dell’ingresso, la colpì con una sberla in pieno sulle sue tettone. – Zitta Puttana, non fiatare, non ti muovere! – la lasciai lì per terra e mi soffermai a guardarla, avevo in mente mille cose da farle fare ma in ...
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