1. Qualche giorno di riposo


    Data: 09/12/2018, Categorie: Etero Incesti Autore: littlesweet, Fonte: RaccontiMilu

    ... cucina, il salotto rustico per poi aprire con un calcio la porta d’ingresso. Continuò a camminare senza dire una parola verso la raduna che avevamo costeggiato qualche giorno prima. Non ebbi il tempo di pensare e Matteo non mi fece neanche supplicare. Nel momento in cui la schiena toccò il manto erboso mi fu subito sopra mettendomi le labbra sulle mie e la lingua con prepotenza in bocca. Il suo gusto forte leniva l’incredibile dolore di desiderio che mi attanagliava e il mio corpo cominciò a calmarsi e le forti contrazioni allo stomaco si placarono. Le mie mani strinsero i capelli, tenendolo a me, mentre la bocca di Matteo mi divorava. Le nostre lingue si unirono, affamate. Mi abbracciò mentre mi arcuavo verso di lui, con il corpo nudo che si contorceva sempre più pur di unirsi all’altro. Il suo petto duro stimolava i capezzoli fino a provocare dolore. Con le cosce separò le mie, una mano dalle spalle scese a prendere un seno continuando a baciarmi. Volevo di più. Mi arcuai ancora spingendo la figa contro il lungo e grosso membro. “Di più”, ansimai, la testa indietro mentre la lingua accarezzò sul collo. Oh, è bello. Caldo, con una lieve abrasione che aveva il suo ansimando mentre si muoveva lentamente ai suoi seni. “Prendimi, Matteo. Non resisterò ancora per molto.’ “Voglio assaggiarti prima” punzecchiò mentre con la mano scese verso il ventre accarezzandomi tra le cosce aperte. Gemetti quando iniziò a leccare la fica. “Oh si. Sì. Proprio così.’ Quasi urlai mentre ...
    ... succhiava il clitoride. ‘Ti prego. Ti prego'” Appena inserì un dito venni urlando. Ormai non capivo più niente. Mi tenni ai suoi capelli mentre il mio corpo era ancora scosso dall’orgasmo. Poi con la bocca iniziò a leccarmi la pelle ormai rilassata dopo l’orgasmo. “Adesso ti scopo.” ringhiò muovendo il suo corpo sollevandomi con le mani mentre la cappella era all’ingresso alla sua vagina. “Ti scoperò finché non urlerai di nuovo, Fede. Più e più volte. Urla per me, piccola.’ Urlai, Con un forte colpo affondò in me fino in fondo. Sentii lo scroto sbattere contro le natiche e osservai il suo duro volto contorcersi in una smorfia di sublime piacere, con gli occhi chiusi, il corpo arcuato, contratto, teso. Matteo cercava di controllarsi, di tenere a bada il violento desiderio che lo assaliva che gli chiedeva una feroce e intensa cavalcata. Mi stavo dibattendo sotto di lui, muovendo i fianchi spingendolo sempre più in fondo e dimenando il bacino contro di lui. Respiravo a fatica, con il corpo sudato e il liquido vaginale che bagnava le nostre cosce. Matteo si spinse in profondità gemendo ogni volta. Digrignava i denti come se si volesse trattenere, cosa che non capivo dato quello che era successo l’ultima volta. Intanto mi dimenavo sotto di lui, agitando la testa sul suolo erboso arcuandomi disperatamente. “Teo'” Sospirai una supplica. Il suo cazzo si gonfiò e pulsò. Spinse più duramente, più a fondo, mettendomi una mano sul fianco per tenermi ferma, e l’altra sotto le spalle, facendomi ...