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Il bull di mia moglie.
Data: 05/01/2026, Categorie: Cuckold Tue Racconti Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top
Mi chiamo Mario, ho 36 anni, sono di media statura, capelli neri, occhi scuri, fisico nella norma. Da 6 anni, sono sposato con Anna, mia coetanea, bella donna alta, mora, occhi scuri, seno di una quarta misura abbondante, fianchi leggermente morbidi ma non grassa, bel culo prominente che fa da cornice a cosce lunghe e ben tornite. Ci siamo conosciuti per puro caso, allorché sono stato ricoverato nel reparto ospedaliero dove lei lavora come infermiera, per esser operato di appendicectomia. Ricordo che ne fui un po' imbarazzato, quando venne a radere il mio inguine prima dell'intervento. Ebbe a provvedervi con una disinvoltura tale che l'imbarazzo fu solo e tutto mio. Divenimmo subito amici e iniziammo a frequentarci; lei, in quel periodo, veniva da una storia chiusa con qualche strascico, così, quando mi son proposto a rallegrare un po' la sua vita, lei ha accettato subito e, ben presto, ci siamo innamorati, pervenendo al matrimonio l'anno successivo. A 30 anni, mi son trovato una moglie che, a letto, era una vera forza della natura: aperta in ogni buco dal il precedente fidanzato, che era un porco di prima categoria; sapeva tirare pompini sontuosi e, inopinatamente, ti ingoiava anche l'anima. A mia volta, venivo da un paio di storie più che deludenti, finite perché quelle con cui avevo impattato, erano persone troppo pudiche per i miei gusti, mentre, in realtà, volevo una donna proprio come lei, disinibita, tendenzialmente troia, ma anche innamorata e complice. Fin da ...
... subito e, appena sposati, abbiamo messo in chiaro proprio questi concetti e lei si è detta più che soddisfatta per non essersi imbattuta in un soggetto geloso, bensì uno cui piacesse l'idea di poter fare la troia per il piacere di entrambi. Man mano, abbiamo preso a raccontarci un po' del nostro passato e, soprattutto, mi piaceva da matti riandare con la mente alla volta in cui aveva dovuto radermi, tenendo il mio cazzo in mano con una scioltezza assoluta. Lei mi rispondeva dicendo che si trattava semplicemente di lavoro e che il mio membro, per lei, non era altro che una qualunque altra parte del corpo. In realtà, poi, nel tempo, ha confessato una cosa che mi ha fatto eccitare molto. Mi ha raccontato che, all'inizio di quel suo lavoro, c'era un infermiere, responsabile del reparto e, spesso e volentieri, demandava sempre a lei il compito di radere le persone che dovevano esser operate. Mi ha confessato che, più di una volta, si era trovata tra le mani dei membri veramente grossi, insinuandole la voglia di aver a che fare con un superdotato. Inoltre, ha tenuto a precisare che non era stato proprio un fidanzato a iniziarla ai piaceri del sesso, ma Federico, il vecchio primario che sovraintendeva il reparto e, insieme a Pasquale, che era il caposala da cui proveniva l'incombenza di radere, spesso e volentieri se la scopavano in doppia. Questa notizia è servita a far scatenare ancor più la mia lussuria nei suoi confronti, al punto che, dopo circa tre anni che eravamo sposati, per la ...