1. Siamo solo fratello e sorella.


    Data: 29/03/2025, Categorie: Incesti Tue Racconti Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top

    ... sfoghi sessuali.
    «Ciao fratellone: anche tu sei un bel figo!»
    Poi, giratasi e facendo finta di rincalzare le coperte, mi ha urtato facendo cadere l'asciugamani e scoprendo il mio cazzo, già quasi completamente irrigidito. Mi ha dato una bella occhiata compiaciuta, ha sorriso maliziosamente ed ha lasciato scivolare una mano tra le mie gambe, accarezzandomelo. Subito dopo, si è alzata e, senza nessun indugio, mi ha piantato la lingua in bocca, sorprendendomi. Ho opposto una parva resistenza, durata due secondi scarsi, poi mi son lasciato andare ed ho risposto al suo bacio molto sensuale ed intenso. Abbiamo limonato, mentre lei che mi impugnava il cazzo con la mano destra; me lo teneva ben stretto, quasi temesse che potesse sfuggirle. Quando ci siamo staccati, l’ho guardata negli occhi ed ho avanzato una flebile scusa.
    «Tra fratelli non è permesso, almeno così dicono in giro.»
    Lei mi ha sorriso maliziosa.
    «Sì, è vero, lo dicono, ma noi staremo attenti a non farlo sapere in giro! Lo sapremo solo io e te, non ti pare?»
    Ha continuato a tenermi il cazzo in mano ed ha preso a massaggiarlo su e giù, con abilità e delicatezza. Io ero completamente affascinato dal suo corpo giovane e provocante, lei era super eccitata nel tenere il mio cazzo in mano, mi ha tirato la pelle in basso, scappellandomelo e segandomi con delicatezza. Mi sembrava tutto così naturale. Era come se lo avessimo sempre voluto, ma mai chiesto. Mi son attivato a mia volta, sfilandole la maglietta di cotone, ...
    ... per palpare le sue tettine e succhiarle i capezzoli. Stefania si è tolta le mutandine bianche e le ha gettate per terra. Io l'ho afferrata per i fianchi e l'ho distesa sul mio letto, poi mi sono inginocchiato tra le sue cosce per baciare tutto il suo splendido corpo, dal seno in giù. Nonostante avessi un braccio ingessato al gomito, le mani erano libere e così mi son dedicato a farla godere. L'ho baciata sulla parte interna delle cosce ed ho cominciato ad annusare l'odore della sua ostrica, che emanava un profumo seducente, provocante. Ho lappato con un colpo di lingua tutto lo spacco, dal basso all’alto, e lei ha preso a gemere.
    «ooooh…sì, fratellone, leccamela tutta! Adoro sentire la tua lingua nelle mie parti più intime. Dai, continua così, che vengo!»
    Mi sono insinuato con la lingua il più dentro possibile, prosciugando il miele che sgorgava: aveva un sapore prelibato. Il clitoride era lì, rosso, gonfio e caldo. L'ho stuzzicato con un dito e poi l'ho leccato con dolcezza, a lungo, a lunghissimo. Lei sospirava, ansimava, gridava, si inarcava senza ritegno.
    «Sì, porcellone mio! Dai, continua che godo! Mi fai godere! Sei un demonio! Vengo!»
    Ha avuto uno spasmo più violento degli altri, è stata scossa da un forte tremito, ha teso e inarcato il bacino ed ho capito che era venuta; allora ho deciso di fermarmi. Le ho dato il tempo di goderselo tutto, senza distrarla, poi ho riportato la mia lingua nel suo nettare, con lei che ha stretto le gambe intorno al mio capo, per ...