1. Siamo solo fratello e sorella.


    Data: 29/03/2025, Categorie: Incesti Tue Racconti Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top


    Mi chiamo Luca, ho 24 anni, sono alto m. 1,85, moro dai capelli cortissimi, occhi marroni, spalle larghe, fisico ben scolpito da anni di judo. Sono il primogenito di una famiglia composta da papà Giovanni, mamma Irene e Stefania mia sorella, che ha cinque anni meno di me. Stefania è una bella ragazza, alta quasi quanto me, dai capelli biondi, come la mamma, snella, con lunghe gambe e due tettine appena accennate; sì, il suo cruccio più grande è il seno: una seconda scarsa. Abitiamo in un paesino a ridosso di una grande città, situato in mezzo alla campagna, e poiché io non avevo nessuna intenzione di fare il contadino, me ne sono andato per tre anni ed ho girato il mondo a bordo di una nave da crociera. Stefania ha sempre avuto un debole per me, tipo un'attrazione morbosa e incontenibile, ma, proprio per questo, ancor più fatale. Mi ha sempre considerato il suo punto di riferimento, la sua guida e il suo confessore. Comunque, fino ad un certo momento, tra noi non era mai successo niente. Solo una volta, mi aveva sorpreso col cazzo dritto, mentre ero preso a farmi una sega, era arrossita ed aveva subito lasciato la stanza. Ma, dopo aver superato il momentaneo imbarazzo, entrambi ci comportavamo come se nulla fosse successo Dopo tre anni di lontananza, intervallata solo da brevi permessi, mi son fratturato un gomito cadendo accidentalmente ed i miei genitori, preoccupati per l’accaduto, erano più che felici che stessi a casa un mese intero, dal momento che, negli ultimi tempi, ...
    ... ne ero stato lontano. Anche Stefania che, nel frattempo, era diventata maggiorenne, patentata, era contenta, anzi molto contenta e la sera del mio arrivo, con la scusa della mia infermità, era stata molto premurosa con me. La mattina seguente, in casa, c'eravamo solo noi due; mamma e papà erano al lavoro in città, mentre lei era ancora disoccupata, ma, come ho capito in seguito, non sembrava molto propensa a voler lavorare in città. La nostra casa è piccola, posta al limite del paesino e, come quando eravamo adolescenti, la camera da letto era una sola per tutti e due; io sul letto ad una piazza a destra e lei su uno identico a sinistra, con un armadio al centro, per offrire la parvenza di un minimo di privacy. Ci siamo svegliati tardi, verso le 9:30. Sono andato a farmi una doccia calda, mentre Stefania poltriva ancora. Quando son rientrato in camera, con l'asciugamani annodato in vita, lei stava rifacendo i letti. Si piegava in avanti per rifare anche il mio, rivelando di proposito le proprie cosce snelle e ben tornite, i glutei tondi e sodi, contenuti in un paio di mutandine bianche, che evidenziavano ancor più il contorno della sua patata, coperta di peli neri, che si intravedeva sotto il sottile tessuto. Colto da una morbosa mi son sporto in avanti anch'io.
    «Buongiorno sorellina: lo sai che sei davvero bella?»
    Lei si è girata, mi ha sorriso con i suoi occhioni languidi, che me lo hanno subito fatto drizzare, anche perché erano diversi giorni che non mi dedicavo ai miei ...
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