1. Gli amici di papà


    Data: 24/03/2025, Categorie: Incesti Tue Racconti Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top

    ... rottame come sei, al punto che nemmeno ti tira più, non dureresti nemmeno venti secondi!».
    Lui non gli dà retta. Si toglie la giacca e mi dice:
    «La stanza da letto c’è, io son pronto, se vuoi possiamo cominciare!»
    Forse per il fatto che ora son davvero ubriaca o forse perché mi era venuta voglia di scopare o, ancora, per il fatto di trovarmi in mezzo a loro, che ho sempre ammirato, non mi son tirata indietro e mi sono abbassata davanti a lui, gli ho aperto la patta dei pantaloni e vi ho infialo la mano dentro.
    «Va bene, vediamo cosa offre il pacco!»
    Lui dopo un attimo di sbigottimento, che ha colpito tutti, mi ha assecondato ed io mi son ritrovata ad impugnare una bella verga, non perfettamente dura, ma di sicuro molto consistente. L’ho tirata fuori e, senza esitare, l’ho presa in bocca, iniziando a ciucciare. Gli altri mi guardavano sbalorditi, non capivano cosa fare. Lui ha preso a gemere e, frattanto, il cazzo prendeva a lievitare.
    «Che delizia! Come lo succhia bene! Dai, Anna, dai, che è bellissimo!»
    Ero decisamente fuori di testa. Stavo facendo una pompa ad un amico di mio padre, che mi aveva visto nascere. Senza dir nulla, anche Michele si è avvicinato e mi ha offerto la sua verga. Era già più dura e lunga dell’altra. Ho impugnato anche la sua e me lo son infilata in bocca, alternandole. Si son goduti la mia bocca; poi mi hanno sollevato dal pavimento e fatta adagiare sul letto. Mi sono ritrovata distesa a gambe aperte, con una lingua che mi leccava fra le cosce. ...
    ... Ho subito provato tanto piacere. Mai, in passato, i miei occasionali amanti mi avevano leccato la patata. Non son vergine da due anni, ma nessuno mi ha mai fatto impazzire solo con la lingua. Io intanto ero presa a succhiare un cazzo. Non mi importava di chi era, sapevo solo che era un bel cazzo duro, che a me piaceva. Ho preso a godere e ad esortarli a scoparmi.
    «Sì, cazzo, sì! Godo! Cazzo! Vi voglio dentro!»
    Il primo ad aderire alle mie richieste è stato Paolo. Dopo avermi leccato a lungo e fatto godere, si è sollevato e mi ha infilato il suo grosso randello dentro, fino in fondo.
    «ooooh si! Che cazzo! Sei immenso, dai!»
    L’ho sentito tutto dentro, che mi apriva in due. Lui mi ha pompato e io ho iniziato a godere come una maialina.
    Era sconvolto e molto eccitato.
    «Sì, che meraviglia! Che fighetta stretta: da godere al massimo!»
    Mi pompava con un ritmo molto sostenuto e io ho goduto velocemente. Poi Michele lo ha inviato a lasciargli il posto.
    «Dai, Paolo, falla assaggiare un po' anche a me!»
    L'altro si è sfilato e subito è stato sostituito da questo che, immediatamente, mi è penetrato fin in fondo, iniziando a scoparmi con forza.
    «Che meraviglia davvero! Questa puttanella è così stretta che è una meraviglia! Altro che le fiche slabbrate delle nostre vacche! Questo bocconcino me lo voglio godere tutto!»
    Intanto Paolo si era avvicinato a mio padre. Io, in preda alla lussuria, me lo ero davvero dimenticato.
    «Luca, tua figlia è stupenda! Guarda come si fa scopare da ...