Gli amici di papà
Data: 24/03/2025,
Categorie:
Incesti
Tue Racconti
Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top
Mi chiamo Anna, ho 19 anni e sono una bella ragazza alta, bionda, occhi chiari, con un corpo snello e ben proporzionato. Il seno è di una terza tonda e piena e le mie gambe sono lunghe e ben tornite, sormontate da un bel culetto a mandolino. Sono all’ultimo anno di liceo e, fra poco, dovrei diplomarmi in ragioneria, con la prospettiva di andare a lavorare con mio zio Antonio, che ha uno studio di consulenza fiscale. Già da un po’ di tempo, passo le mie giornate in quello studio e lui ne è molto contento. È il fratello più giovane di mio padre e, anche se non è sposato, mi considera come figlia sua. Io invece vivo, alterandomi fra la casa di Luca, mio padre e quella di mia madre, essendo essi divorziati. Per comodità, spesso mi fermo a casa di papà, perché è più vicina sia alla scuola, che allo studio dello zio. Sabato scorso, son arrivata di sorpresa in casa di mio padre e l'ho trovato a pranzo con due suoi amici di vecchia data: Paolo e Michele, li conosco da sempre. Hanno la stessa età di mio padre, 42 anni. Già faceva caldo ed io, quel giorno, avevo indossato una mini ed una t-shirt, con sotto solo un reggiseno molto sottile ed un perizoma dello stesso colore. Ai piedi, un paio di sandali con il tacco a zeppa, che mi mettevano ancor più in evidenza il culo. Suono alla porta, entro, abbraccio mio padre, percorro il corridoio e vedo i suoi due amici, che mi salutano e mi guardano con occhi allupati, che si sono subito soffermati
sulle mie cosce scoperte, in vista; si ...
... sono alzati per salutarmi. Il primo che mi ha abbracciato è stato Paolo.
«Ciao, Anna! Mamma mia, quanto sei cresciuta! Ti ricordavo ancora piccolina, quando ti portavo l’uovo di pasqua! E adesso? Guardati qui: sei diventata una donna da sballo!»
Io lo abbraccio e lo ringrazio per il complimento.
«Sì, lo ricordo anch'io. Ora però sono fin troppo grande per quelle cose, ma grazie lo stesso!»
Lui mi osserva attentamente e commenta.
«Sì, direi proprio di sì! Ma tu guarda come sei cresciuta?!»
Parla e nello stesso tempo mi fa uno scanning completo, a partire dalle caviglie, salendo su per le cosce, arrivando al seno e fino agli occhi. Anche Michele commenta e concorda con lui.
«È proprio cresciuta bene la signorina! Accidenti se è
cresciuta e davvero bene direi!»
Nel parlare si gira verso mio padre, che annuisce e precisa:
«Ha preso l’altezza da me ed il viso da sua madre. Pur vedendola tutti i giorni, faccio fatica pure io a riconoscerla.»
Tutti ridono. Ci sediamo a tavola, iniziamo a mangiare e dialogare sulle solite cose. La carne alla griglia è buonissima e cotta a puntino, così, fra una braciola ed una costoletta, il vino scorre a fiumi. Essi, essendo un po’ tutti degli ottimi bevitori, non si limitano nel bere e, fra un brindisi e l’altro, se ne vanno cinque bottiglie di un rosso, molto ben abboccato che va giù che è una meraviglia. Alla fine, siamo tutti un po’ alticci, me compresa; anche se mi difendo bene, sento che ho perso molto della mia lucidità. Finito di ...