1. Gli amici di papà


    Data: 24/03/2025, Categorie: Incesti Tue Racconti Autore: pennabianca, Fonte: RaccontiErotici.top

    ... mangiare, ci spostiamo in soggiorno: essi tre, sul divano grande, e io su una poltroncina singola e, tanto per gradire, si scolano anche del limoncello ben ghiacciato, che, ovviamente, offrono anche a me. Mentre lo sorseggiano, parlano delle loro mogli, concludendo che erano tutti insoddisfatti.
    Poi Michele si rivolge a mio padre.
    «Sai Luca, a cucinare tu sei più bravo di mia moglie, oggi ho veramente mangiato e bevuto benissimo! Ma anche Anna è brava come te?»
    Lui, soddisfatto e lusingato da quei complimenti, ne fa anche a me.
    «Sì, è molto brava anche lei. È così brava che, a volte, lascio lei a far da mangiare.»
    Si girano verso di me e mi fanno un applauso; io, che son già mezza brilla, da brava zoccoletta accavallo una coscia e quelli, davanti al paradiso che mostro, non possono far a meno di avviare una serie di battute a doppio senso. Michele ci ride su e, sempre fissando le mie cosce, lancia una proposta a mio padre.
    «Se è così, perché non facciamo cambio: io ti lascio mia moglie e tu mi dai Anna!»
    Paolo replica che non ci sta.
    «Eh, no! Se è così, ti lascio pure la mia!»
    Viene verso di me, mi prende la mano, mi fa alzare e mi invita a seguirlo. Michele si intromette.
    «Ehi, no, l’ho vista prima io; e poi tua moglie mica è come la mia? Lei almeno lava, stira, mentre la tua è buona solo a svuotar portafogli!»
    Ci mettiamo tutti a ridere e a bere ancora del limoncello ghiacciato. Mi prendono per mano ed io fingo di andar via con loro due, verso la porta ...
    ... d'uscita, ma il vino e il limoncello fanno effetto: sbagliano porta e ci ritroviamo in camera da letto.
    Papà ci ha seguiti ed essi, fra una risata e l’altra, cambiano il senso delle battute.
    «Accidenti, che matti che siamo! Anziché imboccare l’uscita, siam finiti in camera, manco avessimo voglia di divertirci con lei!»
    Paolo li guarda e poi rincara la dose.
    «Però, se prima la provassimo, saremmo almeno certi che è brava anche qui!»
    Gli altri lo guardano e ridono ben consapevoli che mi hanno appena detto di volermi scopare. Io, che ora mi sento molto zoccola in mezzo a loro, li provoco ancora un poco.
    «Scusate, ma non credo che ce la possiate fare: siete troppo sbronzi, per aver certe idee.»
    Loro mi guardano e poi si girano verso mio padre, che esce per poi tornare con la bottiglia del limoncello.
    «Smettetela di dire cazzate e brindiamo a questa giovane ragazza speciale, che è mia figlia!»
    Paolo, dopo aver bevuto e aver fatto bere anche a me, mi provoca:
    «Come fa a non avere un ragazzo una giovane, bella e brava ragazza come te? Forse che sono tutti ciechi, in paese? Quasi quasi ti sposo!»
    Tutti a ridere e mio padre lo asseconda.
    «Ma sì, pigliatela pure! Sposatela, poi gli dico di divorziare, così mi prendo i soldi per gli alimenti e le tue terre.»
    Paolo mi viene più vicino e mi parla serio.
    «Anna, se mi vuoi, ti sposo e poi facciamo un bambino; anzi cominciamo dal bambino.»
    Gli altri lo deridono.
    «Paolo, Anna ha quasi 20 anni ed è nel pieno della sua vigoria; tu, ...
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