1. Il ricatto di un suocero depravato (parte 3)


    Data: 25/03/2024, Categorie: Erotici Racconti, Etero Autore: Pensieri_Osceni, Fonte: RaccontiMilu

    ... mi ha dato fastidio, non volevo che si permettesse di nominare la mia defunta moglie; le ho stretto il polso tanto da farle scappare un lamento e l’ho strattonata facendola inginocchiare davanti a me.– Perché mai dovrei cacciare soldi con le puttane, quando ci sei tu in casa! Stamattina l’hai rifiutato ma adesso ti tocca farmi un pompino coi fiocchi, o metto il video a tutto volume e non solo Vincenzo ma tutto il condominio sentirà che brava attrice sei,eheheh… –L’asta era dritta, fuori dai pantaloni, e attendeva con la cappella turgida e pulsante. Mi sono intenerito e, dopo il gesto rude, le ho accarezzato i capelli. Dopotutto potevo provare con la dolcezza e ingolosendo la ragazza con il mio randello, piuttosto che con la forza.– Dai, lo so che di cazzi ne hai presi tanti e senza fare la difficile. Questo poi è un bel manganello. Scommetto che mio figlio non ce l’ha così grosso. –– In effetti è vero… –È sembrata più conciliante, si è lasciata avvicinare al mio cazzo. Ha leccato la grossa cappella, ho premuto sulla sua nuca, con la mano affondata nei capelli ricci e morbidi, e se l’è lasciata entrare in bocca. Ha assaporato dapprima titubante, circospetta, poi ci ha preso più gusto a succhiare la mia asta. Ha iniziato a farsela scivolare quasi in gola e a ritrarsi, con un ritmo regolare e goloso. La mia futura nuora mi ha fatto un pompino fantastico, tradendo un inaspettato piacere; mentre io ho raggiunto l’estasi sentendo di nuovo il mio cazzo affondare nel palato umido ...
    ... e avvolgente di una donna.–Oooh che meraviglia… Sei fantastica. Succhia, sì, succhia… –Ha lavorato di bocca e pennellato con la lingua facendomi raggiungere l’erezione massima. Non volevo scaricare così presto allora le ho detto di dedicarsi alle palle che erano piene di sborra. Ha slinguato lo scroto, con uno zelo che non mi aspettavo, poi ha imboccato i testicoli uno alla volta, succhiandomeli avidamente.– Ehi, ci stai dando sotto alla grande.Mmmm così, bravapicciridda, succhia, sì! –Mentre lei stava inginocchiata a farmi il pompino io mi sono sporto insinuando una mano tra le sue cosce. Ho ripreso a masturbarla pizzicandole il bottoncino sporgente e carnoso e infilando le dita nella topa bagnata fradicia. Ha iniziato a sospirare e gemere sommessa, i mugolii uscivano soffocati dalla bocca, piena del mio cazzo.– Adesso piace anche a te… bene bene. –Le mie dita hanno pompato frenetiche, Carmela era mossa da spasmi di goduria e nella stanza si udiva come sciacquavano dentro la fica, oscenamente.– Ora alzati e mettiti a novanta gradi. Voglio leccarti. –Ubbidendo, ancora scossa dal piacere, si è alzata in piedi. L’ho fatta girare e mi sono goduto il suo culo sodo e pieno, quando si è piegata in avanti mi ha offerto alla vista anche la fica dischiusa e gocciolante, gonfia come un frutto da cogliere. Le ho divaricato le natiche e leccato il bordo carnoso del buco del culo e sono sceso nello spacco osceno della fica, leccando con avidità l’interno bagnatissimo. Con una golosità ...