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Oltre ogni censura
Data: 23/03/2024, Categorie: Hardcore, Autore: antonio89x, Fonte: xHamster
... e Maria. E' ovvio che adesso sono qui, spostando il peso da un piede all'altro, davanti a questa pregiata porta di noce. Anche oggi, nessuna vestaglia leopardata; quasi quasi ci resto male. Dentro c'è una luce strana, azzurrognola, che fa abbastanza ospedale. Mi siedo rigida al tavolo da pranzo, mentre tu mi ronzi intorno, chiacchierando del più e del meno. Ti accomodi sul divano, batti con la mano sul cuscino, invitante ("qua, Fuffi!"); io esito, chissà perché. Se non volevo venire, potevo anche restare a casa, col gatto sulle ginocchia e affrontare serena la vecchiaia. Senza saper niente di vibratori, né di biondini un po' pelati che mi porgono una tazza. Oddìo, che è? Cioccolata. Setosa e profumata di vaniglia, nonché di qualchecosaltro che individuo solo al terzo sorso. Rum, porca troia. Bevi e mi sorridi sopra l'orlo della tazza. Io mi abbarbico alla mia, e cerco spasmodica di tenere viva la conversazione. Tu, figurati. Sorridi, mi versi un altro po' di diabolica bevanda. Ho la bocca foderata di dolcissimo veleno. Manco lo schienale, e mi accascio semisghemba sui cuscini. Ti siedi ai miei piedi, mi prendi la tazza. E poi tutte e due le scarpe, sfilandole una alla volta, senza mollarmi con gli occhi. "Comoda?" (eh, comenò, ora mi addormento pure) Ti alzi e sparisci alle mie spalle; la luce ora ha toni da acquario tropicale, macchie di buio si allargano, scivolando dagli angoli. Ho caldo, il rum, ...... probabilmente. Ma anche no. Chiudo gli occhi. Un oggetto tiepido mi scivola lungo il collo. Non voglio guardare. "Ehi, apri gli occhi." (ecco, appunto) Nella luce bluastra della stanza un oggetto scintilla freddo nella tua mano. Sono quasi delusa. E' una sorta di cilindro satinato, argenteo, che somiglia a un portapenne, e ricorda un cazzo solo per calibro e lunghezza. Se lo sapevo, evitavo tutto sto cancan e rimanevo in ufficio a contemplare l'Uniposca indelebile blu, che mi sa che era lo stesso. "Toccalo." L'attrezzo è gradevole al tatto: tiepido (dài: l'hai scaldato prima? nel microonde?) e liscio senza essere scivoloso. Lo reggi dalla base, mi trovo ad accarezzarlo con tutte e due le mani, provo a stringerlo, a meneggiarlo come se fosse vero. Non è molto convincente; molto meglio i tuoi occhi che mi ridono in faccia, mentre ti avvicini. Mi baci, solo il labbro inferiore, mentre mi appoggi il portapenne al collo. La gola mi vibra, dolcemente, senza rumore, e la tua bocca mangia la mia, piano. Chiudo di nuovo gli occhi, mentre continui a baciarmi, e passeggiarmi 'sto accidenti di tubo sulla pelle, sempre più giù. Sento i bottoni cedere, slacciarsi, la camicia scivolarmi dalle spalle. La mia pelle è percorsa da brividi meccanici e da tremori maledettamente reali; la tua lingua segue una traiettoria che si incrocia e diverge, capricciosa, da quella del tubo, ho la gola, le tette tremule e bagnate, e sempre più ...