1. Oltre ogni censura


    Data: 23/03/2024, Categorie: Hardcore, Autore: antonio89x, Fonte: xHamster

    Giuro che non lo so. Davvero, non ho idea di come noi si sia finiti a
    
    parlare di vibratori alle nove del mattino. In un bar, in mezzo a gente
    
    che beve caffè con la faccia stropicciata dal sonno.
    
    Non lo so e non me ne frega un cazzo, persino; è più quello che mi è
    
    scappato di bocca ad un certo punto, che mi preoccupa. No, dico, se
    
    proprio mi dovevo impegolare in un discorso a base di roba da sbattersi
    
    nella figa o nel culo, potevo restare sul vago, no?
    
    Che so, conversazione salottiera, sguardo scafato e battutine lievi. No,
    
    dovevo proprio dirti "Che poi, non so perché, non ne ho mai posseduto uno,
    
    di vibratore".
    
    Voilà. Piatta, banale, e ingenua che neanche Heidi. L'ho vista proprio, la
    
    lampadina che ti si accendeva nello sguardo. Bling! ha fatto, tipo
    
    flipper.
    
    "Ah, beh, se è per questo si rimedia. Ne ho alcuni, a casa, te li faccio
    
    provare, così poi decidi quale preferisci."
    
    O vacca miseria. Non è che hai cercato una forma dubitativa qualsiasi,
    
    chessò "UNA VOLTA CHE HAI TEMPO passi da me, SE TI VA, e
    
    MAGARI, ci dai un'occhiata, COSI' PER RIDERE, EH".
    
    No, no, dai per scontato che io poi ci venga, a casa tua. A PROVARLI,
    
    cazzo. Si intende davanti a te, o con la tua collaborazione, o magari...
    
    che minchia ne so. Scenari sempre più imbarazzanti mi si disegnano in
    
    mente. E si vedono tutti dalla mia faccia, a giudicare da come stai
    
    sorridendo.
    
    Lascio schiantare il discorso in un rovinìo di nessi logici.
    
    Ma ...
    ... tanto lo so, che non finisce qui. Tu, figurati, boia chi molla.
    
    Che poi lo so già che clima c'è a casa tua. Intanto, chiamala casa: uno
    
    scannatoio da intellettuale simil-etnico, coi libri per terra, il mega
    
    flat
    
    screen e l'armadio da scarestia del '700, che ti pare di esser lì per
    
    farti scopare dal parroco.
    
    Mi innervosisce, casa tua. Così piena di cose morbide,
    
    divani/tappeti/cuscini, che è fin troppo facile scivolarci sopra, e così
    
    piena di robe cogli occhi, statue e maschere e ritratti dell'antenato, che
    
    una si crede all'esame di maturità.
    
    Già un'altra volta, sono uscita di lì con le ginocchia molli e la faccia
    
    in fiamme.
    
    Avevi così insistito perché venissi da te a pranzo, che come minimo mi ero
    
    aspettata che mi venissi ad aprire in vestaglia di seta
    
    leopardata, sventolando un goldone.
    
    Naturalmente, tutto il contrario: pranzo normalissimo, seduti a distanza
    
    di sicurezza, caffè e convenevoli vari. Mi ero alzata per andarmene
    
    che ero quasi rilassata, vè. Poi, sulla porta, mi sono girata a mezzo per
    
    salutarti. E com'è come non è, mi ero ritrovata la tua lingua in bocca.
    
    E mica poca, no: un bacio sfacciatissimo e bagnato, labbra succhiate e
    
    lingua in giro fra i denti, e poi solo labbra e di nuovo lingua, un
    
    sacco. Tutto senza toccarmi, senza stringermi o tenermi ferma. Solo bocca
    
    spalancata e occhi socchiusi, per un momento lunghissimo.
    
    Pensa te se di mezzo ci mettiamo anche un vibratore. Gesù, Giuseppe ...
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