1. Capricci e follie


    Data: 08/03/2024, Categorie: Tradimenti Autore: geniodirazza, Fonte: Annunci69

    Non stavo poi male, con Elvira, la ragazza che mi aveva abbordato in un bar e, dopo mezz’ora, si stava spogliando nel letto di casa sua e stava facendosi scopare alla grande; non c’era nessun sentimento tra noi, solo un’attrazione fisica assai violenta che ci portava a collocare il rapporto tutto sul sesso, in maniera quasi bestiale; frequentava l’università, anche con profitto, e doveva, col sussidio che le passavano i suoi, provvedere alla casa e agli studi.
    
    Io mi ero da tempo laureato ed avevo un posto ben retribuito da tecnico in una fabbrica della città; la convivenza si rivelò per lei un toccasana, perché poté lasciarsi passare qualche capriccio in più e assai rapidamente si adagiò nel ruolo della mantenuta; a letto era una tempesta ogni volta, non era mai contenta e sperimentò tutto lo sperimentabile; molto spesso, scherzando, diceva che, prima o poi, mi avrebbe travolto in situazioni al limite e non mi sarei sottratto.
    
    Ritenendoli giochi intellettuali e parolai non le rispondevo neppure e valutavo le ipotesi che formulava come incentivi a se stessa per un’eccitazione mentale che favorisse e accentuasse il piacere fisico delle scopate; altrettanto tra il serio e il faceto, le dicevo che il giorno che mi fosse venuta a noia sarei scomparso senza avvisare; rideva delle mie ‘minacce’ ed asseriva con convinzione che ormai dipendevo dalla sua figa e non sarei mai riuscito né a negarle qualcosa né a lasciarla.
    
    Talvolta frequentavamo un bar di studenti come lei e, ...
    ... tra le altre figure, mi aveva colpito quella di una ragazza assai poco appariscente, al punto da scomparire addirittura nei confronti di Elvira che aveva una personalità decisa, una disinvoltura al limite, ed oltre, della spudoratezza ed un fisico decisamente ammirevole che sottolineava con abiti corti a livello di natiche, tacchi che portavano in cielo il suo culo scultoreo e magliette che, senza reggiseno, spingevano i capezzoli a bucare l’aria.
    
    Ines però aveva una dolcezza infinita che emergeva dagli occhioni azzurro mare, dalle labbra carnose atteggiate sempre ad un sorriso dolce, dall’aria di monella trasandata con gonne zingaresche spesso fino alle caviglie e magliette o maglioni che coprivano, abbondando, tutto il corpo annullando ogni curva; eppure, si intravedeva ogni tanto un corpo tonico, tornito, elegante, bello senza dubbio.
    
    In un paio di occasioni mi ero trovato da solo con lei, perché Elvira era impegnata a farsi corteggiare da tutti oppure, come poi mi avrebbe confessato, a farli godere con i suoi pompini meravigliosi, anche se frettolosamente concessi nei bagni del bar; qualche volta mi aveva confessato di essersi fatta anche scopare a pecorina, in piedi con una sveltina rapida consumata con le mani appoggiate alle pareti del bagno; la avvertii che potevo anche stancarmi dei suoi eccessi.
    
    Con Ines, invece, i discorsi erano di tutt’altro tenore; mi confessò che i suoi vestiti erano un deterrente contro gli approcci troppo veloci e insignificanti, che il ...
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