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Mia madre e il vicino - Mickey pt.2
Data: 22/11/2023, Categorie: pulp, Autore: Isaia, Fonte: EroticiRacconti
... e sé. Era molto agitato, scrutò attraverso le persiane e solo quando fu certo di non vedere altre macchine all’orizzonte, si voltò di nuovo verso di noi. Indossava una canottiera e un paio di jeans sbiaditi, dai quali si intravedeva un evidente gonfiore. Il gonfiore di un cazzo imbufalito e pronto a chiavare. “E quindi questa sarebbe la mammina…” disse prendendo la mano di mia madre e avvicinandosela alla bocca con fare galante. Mia madre arrossì imbarazzata. “Via, via… questo non serve… “ continuò strattonandola per toglierle il cappotto di dosso, che fu lanciato in un angolo. Mia madre iniziava a sembrare infastidita da quel modo di fare. “Buon Dio! Ma cosa abbiamo qui?!” disse Mickey estasiato mentre ammirava il corpo di mia madre. Io, che avevo già cliccato su rec, stavo riprendendo tutto. Feci una ripresa partendo dalle gambe, in modo da inquadrare tutto il corpo di mia madre. Le avevo fatto indossare una sorta di body a rete, con maglie molto larghe, che le arrivava fino all’ombellico. A questo si aggiungeva un corpetto nero che terminava sotto il seno mettendolo in evidenza ancor di più. Tocco finale, due strisce di nastro nero appiccicate sui capezzoli a formare una X. Dopo averla palpeggiata per bene, Mickey si chinò concentrando la sua attenzione su quello che era il piatto forte di mia madre: le chiappe. Le palpò, soppesandole, spremendole e infine, divaricandole in modo da avere una chiara visione del buco del culo di mia madre. Guardò ...
... il buco del culo di mia madre a lungo, poi mi fece cenno di avvicinarmi “Inquadralo, un bel primo piano… ecco così… così quando avrò finito con lei facciamo il confronto… prima e dopo” e terminò la frase con un sonoro schiaffone sulla chiappa destra. Mia madre, ormai ancor più infastidita, aprì la bocca per protestare ma fu subito zittita da Mickey che la fronteggiò minacciosamente. “Signora… le ho forse dato l’autorizzazione a parlare?” la sua voce era viscida e sferzante. “cercherò di essere il più chiaro possibile, lei non è qui per parlare. Lei è qui per chiavare. Chiavare e basta. Ci siamo intesi?”. Il suo modo di parlare aveva messo in riga mia madre che ora era spaventata, ma anche pronta ad obbedire. Aveva chiaramente riconosciuto l’autoritarietà di quell’uomo e lo guardava con occhi pieni di ubbidienza. Ripresi Michey mentre, senza nessuna fretta, si toglieva i pantaloni e la canottiera. Il cazzo che aveva tra le gambe incuteva timore tanto quanto la sua voce. Grosso e teso in un erezione quasi anormale (in quel momento capì il perché di tutti quei blister sulla scrivania), Mickey aveva “imprigionato” il proprio cazzo e le proprie palle in una sorta di elastico nero, che ricordava molto la camera d’aria di una ruota di bicicletta, in modo da bloccare la circolazione e rendere l’esperienza ancora più piacevole e intensa. Da quel momento in poi non capii più niente. Ripresi mia madre che veniva afferrata e scaraventata a terra, culo all’aria e testa ...