1. Mia madre e il vicino - Mickey pt.2


    Data: 22/11/2023, Categorie: pulp, Autore: Isaia, Fonte: EroticiRacconti

    ... doppia penetrazione?” chiesi distratto dal cellulare che aveva squillato e che stavo estraendo dalla tasca dei pantaloni.
    
    “Co..Cosa? Intendi adesso?” mia madre arrossì violentemente a quella mia proposta anche se la sua ritrosia era tutta apparenza difatti, nel vedermi fissare il telefono ni silenzio, aggiunse prontamente “Su… non vai a prendere la vidoecamera?!”.
    
    “Si… vado a prenderla… ma per un altro motivo” alzai lo sguardo dallo smartphone.
    
    Il sorriso che avevo in volto parlava per me.
    
    Rimasi in silenzio, voltando lo schermo del telefono verso mia madre in modo che anche lei potesse leggere il messaggio che mi era appena arrivato.
    
    “Mickey ci ha mandato la posizione! Muoviti, vatti a preparare!” le dissi dandole una pacca sul sedere.
    
    Vi dico solo che mia madre non se lo fece ripetere due volte.
    
    “Siete giunti a destinazione” annunciò squillante la voce del navigatore.
    
    “Mah… “ dissi guardandomi intorno da dentro l’abitacolo. Mia madre, seduta sul lato passeggero, era molto nervosa e con un cenno della mano mi fece segno di posteggiare l’auto.
    
    Ci trovavamo nel parcheggio di quello che doveva essere un motel abbandonato da molto tempo ormai.
    
    L’unica auto presente era la nostra.
    
    Scendemmo dall’auto e ci incamminammo verso l’ingresso del motel.
    
    In mano avevo la mia fedele videocamera, con il braccio libero sorreggevo mia madre che con quei tacchi vertiginosi, che le avevo fatto indossare, camminava con una cera difficoltà.
    
    Salimmo le scale ...
    ... in legno che portavano all’ingresso dell’edificio. Sull’uscio incontrammo un uomo di una certa età seduto su una sedia anni ’50. I suoi occhi erano due fessure mentre ci studiava con aria circospetta.
    
    Diede una lunga occhiata a mia madre, anzi guardò l’unica parte del suo corpo scoperta ovvero i piedi e le gambe, poi ci fece segno di proseguire con un cenno del capo “è la numero 17” mormorò, riferendosi alla stanza in cui saremmo dovuti entrare.
    
    Io e mia madre ci incamminammo lungo la passerella di legno che cigolava sotto il passo dei suoi tacchi esagerati.
    
    Lanciai un sorriso nervoso a mia madre che lei ricambiò prontamente. Si stringeva nel giaccone che era stata costretta ad indossare in modo da coprire l’outfit da troia arrizzacazzi che le avevo fatto mettere indosso.
    
    Non feci in tempo a bussare che la porta si aprì cigolando, per quanto era vecchia sembra stesse per uscire dai cardini, Michey ci accolse con il sorriso e ci invitò ad entrare.
    
    La stanza in cui ci ritrovammo era di uno squallore unico, indipendentemente dal fatto che il motel fosse in stato di abbandono da anni.
    
    La carta da parati era tutta rovinata, così come la moquette. Si sentiva un forte odore di umidità. Nella stanza, oltre a un letto sfondato e una vecchia scrivania su cui erano sparse confezioni di medicinali e blister aperti, c’erano un armadio senza ante e uno stanzino adibito a bagno.
    
    “Prego… accomodatevi… vi ha seguiti qualcuno per caso?” mormorò Mickey quasi parlando tra sé ...
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