1. Le mie cugine…e non solo – Capitolo 2


    Data: 16/11/2022, Categorie: Dominazione / BDSM Etero Lesbo Incesti Autore: severo24, Fonte: RaccontiMilu

    Arrivato a casa mi venne in mente il modo per annullare maggiormente la volontà della mia nuova schiava. Presi una bottiglia vuota da un litro e mezzo e ci pisciai dentro.
    
    Il giorno seguente con la scusa di non essere riuscito a salutare mia zia tornai a casa loro, portando con me anche dei regali. “Purtroppo” però in casa non c’era nessuno se non la schiava.
    
    Entrato in casa, chiamai la mia cuginetta a rapporto, quando arrivò davanti a me le dissi:
    
    -G: “Va a cambiarti che dobbiamo uscire.”
    
    La sua risposta, pronunciata con voce rassegnata, non tardò ad arrivare:
    
    -E: “Come desidera mi vesta Signore??”
    
    -G: “Mettiti la gonna più corta che hai. Una camicia, preferibilmente bianca annodata in vita, senza indossare intimo. Scarpe con il tacco, invece, non ne hai vera troia?”
    
    -E: “No Signore, mi spiace.”
    
    -G: “Oggi ai piedi puoi mettere quello che vuoi. Per il futuro rimedieremo.”
    
    Rimase ferma a fissarmi fino a che non ricevette un cenno d’assenso da parte mia, dopo di che girò sui tacchi e sparì su per le scale.
    
    Passarono diversi minuti prima che ricomparisse nella tromba delle scale. Quando la vidi, e mentre scendeva gli ultimi gradini, mi avvicinai per poterla ispezionare meglio.
    
    La prima cosa che le feci notare che la gonna era troppo lunga:
    
    -G: “Cagna non hai una gonna più corta?”
    
    -E: “No Signore, è la più corta che ho.”
    
    -G: “Non va per niente bene, rimedieremo anche a questo. Nel frattempo arrotolala in vita.” La camicia invece era leggera, semitrasparente, camicia che mai prima d’ora avrebbe indossato senza nulla sotto. L’aveva indossata completamente sbottonata e annodata in vita, quindi andava bene.
    
    Una volta completata l’ispezione le consegnai il nuovo cellulare e le porsi la bottiglia dal contenuto paglierino.
    
    La bottiglia era ancora tiepida, infatti avevo terminato di riempirla giusto un attimo prima di suonare il citofono.
    
    Prese la bottiglia in mano e sentendone il tepore sulla sua pelle chiese:
    
    -E: “Signore vorrei sapere, se mi è concesso, cosa contiene la bottiglia?”
    
    -G: “Certo che ti è concesso lurida cagna. Questo liquido giallo sarà l’unica cosa che berrai per oggi. Assaggialo pure!”
    
    Aprì la bottiglia, ne bevve un sorso, ma non riuscì a ingoiare e sputò sul pavimento.
    
    -E: “Cos’è questo schifo?”
    
    La mia reazione fu altrettanto rapida. Le tirai uno schiaffo.
    
    -G: “Lurida vacca! Cosa hai fatto?, quello era il mio prezioso piscio. L’avevo prodotto e conservato apposta per te e tu ti permetti addirittura di sputarlo. Per te dovrebbe essere un onore berlo! Non sono per nulla contento di te!”
    
    La afferrai per i capelli, la costrinsi a mettersi in ginocchio e una volta con la faccia a terra, le urlai:
    
    -G: “Lecca tutto il piscio e fai in fretta che dobbiamo uscire!”
    
    Ancora prima della prima leccata sul suo viso si dipinse un’espressione di disgusto e iniziò subito a cercare di sollevare la testa, ma il piede che le avevo premuto sulla testa glielo impedì. Continuò a ...
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