1. Ora per allora


    Data: 22/09/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Cafardeux, Fonte: Annunci69

    ... di te e ti appoggiava, ai tuoi genitori che, messi a alle strette da un lungo operare preparatorio, ci avevano invitato nel cosentino a trascorrere una vacanza ...
    
    Ebbi paura. Si ne ebbi.
    
    Ero avviluppato da mille taboos, soffocato dalle aspettative della mia famiglia cui dovevo gratitudine, reso inerte dal mio background religioso, condizionato dalla grettezza del pensiero provinciale in cui mi relazionavo.
    
    Mi regalasti per la mia laurea una magnifico fermacravatta d'oro e, a latere, una veretta con due diamanti. "La loro lucentezza, i loro bagliori, lo spettro delle luci cui danno origine se baciati dalla luce del sole rappresentano il nostro futuro abbacinate di luminosità e di colori avvolgenti che ci accompagneranno per tutta la vita ... se accetti".
    
    Diradai i nostri incontri. Mi negavo.
    
    L'ultimo giorno che ti vidi fu nel laboratorio della scuola di specializzazione che frequentavo.
    
    Mi portasti un dolce per il quale tu sapevi che impazzivo.
    
    MI dicesti "Sei diventato troppo magro, riguardati" ed andandotene "Ricorda ... Per te ci sono sempre. Io ti aspetto".
    
    Piansi a lungo vedendolo partire. Lo seguì dalla vetrata del laboratorio mentre si allontanava da Piazzale Aldo Moro, sorpassando il CNR, ed imboccando la via che costeggia il Ministero dell'Aeronautica Militare".
    
    Poi non lo vidi più.
    
    Fu una scelta cercare di ambire ad una "vita normale", crearmi una famiglia, avere dei figli, raggiungere una certa posizione sociale. Fu il ritmo di ...
    ... quei tempi, forse non quello che caratterizza quelli odierni.
    
    Fu una situazione comoda, fu la diluizione dell'ansia, il trionfo della ipocrisia, la negazione di sé stesso, il male profondo che tutt'oggi mi divora. Ma fu, sic et simpliciter, tutto questo.
    
    Ero già la caricatura di me stesso plasmato dai diktat della società quando, d'improvviso mi venisti in mente. Era il 2010, 23 anni dopo.
    
    Avevo bisogno di sentirti, di sapere cosa avessi fatto della tua vita.
    
    Da quel giorno di maggio del 1987, in sintonia con il tuo decoro e la tua dignità immensa non mi avevi più cercato ...
    
    Ricordavo il nome di tua sorella e sapevo che era sull'elenco telefonico della città di Roma.
    
    D'impeto mi risolsi a telefonarle.
    
    Mi scoppiava il cuore.
    
    Lei mi rispose e dopo poche parole mi riconobbe.
    
    Senza troppe parafrasi le chiesi se poteva darmi il numero del tuo cellulare.
    
    Ci fu un lungo silenzio. Ebbi l'impressione che fossero trascorse ore ed ore prima che mi rispondesse.
    
    "Non lo hai saputo?" e cominciò a piangere. "Lui non c'è più ..." e come un fiume in piena mi raccontò della malattia che una decina di anni prima lo aveva impietosamente colpito portandoselo via tra atroci dolori e sofferenze".
    
    Non riuscivo più a parlare. Ogni parola moriva prima di essere fonata.
    
    Piangevo disperato, piangevo perdutamente.
    
    Lo so che per te che arriverai a leggere fino a questo punto questo racconto non rientra nei canoni che animano la gran parte dei racconti a sondo ...