1. Al parco col cane


    Data: 03/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: krakatoa, Fonte: RaccontiMilu

    ... non feci neanche finta di resistere e quando mi lasciò il polso la mia mano rimase stretta su quell’asta pulsante e calda.
    
    Guardandolo in viso vidi il suo sorriso compiaciuto poi mi prese per il polso e guidò la mia mano su e giù a fargli una sega.
    
    No dai gli dissi senza convinzione cercando di fermarmi.
    
    Perché che male c’è disse, è per questo che sei tornato stasera, non c’è niente di male a darsi e tra l’altro non c’è nessuno che ci vede.
    
    Avevo il cuore in gola tanto che pensai che potesse sentirli anche lui i battiti del mio cuore che riempivano le mie orecchie, mi guardai intorno e sinceratomi che eravamo soli mi misi a menargli il cazzo, mi piaceva sentirlo scorrere pulsante nel palmo della mano e più lo facevo, più mi piaceva.
    
    I minuti passavano e lui non dava nessun segno di venire e avevo il braccio indolenzito a furia di menarlo.
    
    Dai disse mettendomi una mano sulla nuca prova a dargli un bacetto, vedrai che apprezzerà molto e lo aiuterai a venire.
    
    Ne parlava come di una terza persona.
    
    No, questo no risposi, non l’ho mai fatto.
    
    C’è una prima volta per tutto disse, hai provato a fare quello che stai facendo e mi sembra che ti piaccia giusto?
    
    Si risposi, mi piace.
    
    Bene, ora hai l’occasione e potresti provare, potrebbe essere un’unica occasione, prova, se ti piace bene altrimenti smetti.
    
    Provavo vergogna e tenevo lo guardavo basso, guardavo la mia mano che scorreva lenta sul tronco di carne pulsante e sentendomi attratto mi ...
    ... abbassai.
    
    Percepii subito l’inconfondibile odore di eccitazione, la cappella era umida di liquido pre eiaculatorio e una goccia biancastra appena uscita brillava calda sulla cappella.
    
    Non so dove presi il coraggio ma aprii le labbra e avvolsi la cappella con la bocca, e come se fosse mia consuetudine presi a succhiare la grossa cappella.
    
    Evidentemente lo eccitai al massimo perché subito dopo mi accorsi dai suoi versi che stava per venire e qualcosa in me aveva deciso che sarei andato avanti fino alla fine.
    
    Attento disse lui, sto per venire.
    
    Mi concentrai ancora di più, rallentai il ritmo e lo avvolsi bene continuando a succhiarlo fino a che lo sentii indurirsi, si gonfiò ancora di più e cominciò a fremere tra le mani, e accompagnati da versi gutturali sentii i primi fiotti di sborra seguiti subitaneamente da altri fino a che non sentii la bocca piena.
    
    Lo tenni in bocca fino a che smise di fare versi in contemporanea alla cappella dalla quale non usciva più una goccia, l’avevo prosciugato.
    
    Staccandomi tenni le labbra ben serrate per non sporcarlo col suo stesso sperma, mi spostai e sputai in terra quanto avevo in bocca, ma ciò non tolse che non volendo ne ingerii un po’, non mi schifai perché il sapore non era cattivo.
    
    Ci ricomponemmo, richiamai il cane e gli misi il guinzaglio, lui mi allungò un biglietto da visita e mi disse di farmi vivo quando volevo e visto che mi piaceva la pesca disse di avere una casa galleggiante ormeggiata sul Po nei pressi di Pavia dove ...