-
Al parco col cane
Data: 03/08/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: krakatoa, Fonte: RaccontiMilu
... sentito. Arrivato a casa andai in bagno per lavarmi le mani ma prima di farlo volli ancora sentire quell’odore e sapendo da dove proveniva mi ritrovai senza volerlo con il cazzo in tiro. Mi lavai le mani e l’odore sparì, mangiando pensavo a quel cretino nel parco e mi chiedevo come si fosse permesso di fare ciò che aveva fatto, ero seccato. Mi sedetti sul divano e pensai agli altri due dietro la siepe e a cosa avessero fatto e automaticamente mi venne da pensare anche allo sconosciuto, più ci pensavo e più l’incazzatura si affievoliva fino a che cominciai a pensare alla sensazione che ebbi quando me lo mise in mano. Nonostante fosse duro tenerlo in mano aveva un che di morbidezza e me n’era rimasto il ricordo e pensarlo non mi dava più repulsione, portai la mano al naso per sentirne ancora una volta l’odore ma fu inutile e quasi mi pentii di averle lavate. Erano quasi le nove, misi il guinzaglio al cane che scodinzolò come sempre di gioia e uscimmo per andare al parco. Girai un po’ in giro e tenendo il cane con me guardavo di tanto in tanto verso la fitta siepe dove avevo incontrato lo sconosciuto per vedere se davvero fosse li, non vedendolo m’incamminai verso la siepe e aggirandola mi portai dall’altra parte dove poche ore prima avevo visto i due fare gli sporcaccioni. Non l’avevo visto, sentii un colpetto lieve di tosse e voltandomi lo vidi seduto su una panchina in penombra. Col capo mi fece un cenno di saluto che contraccambiai, lascia libero il ...
... cane e risi a guardarlo mentre scodinzolando felice trotterellava di qua e di la restando nei paraggi. Ti chiedo scusa per oggi disse lo sconosciuto rivolgendomi la parola, vieni siediti. Non sapevo se farlo o meno, ci pensai un attimo poi mi sedetti. Hai visto cos’hanno combinato oggi quei due? E’ difficile vedere certe cose l’inverno, di solito qui si aspetta la primavera per farli all’aperto. Però mi sono eccitato tantissimo a guardarli scopare, tu no? Al solo pensarlo mi viene ancora duro, a me piace tirarlo fuori quando fa freddo e scappellarlo per sentire l’aria fredda accarezzarlo, hai mai provato chiese mentre si apriva la lampo dei pantaloni. Feci finta di nulla e risposi che mi era capitato spesso di farlo quando stavo pescando e mi scappava la pipì. E ti piace vero disse mentre tirava fuori il cazzo. Ora che lo vedevo bene devo dire che era un vero portento e di dimensioni superiori alla media. Guarda disse tenendoselo in mano, ora la cappella è coperta ma adesso la faccio uscire e già so che proverò piacere nel sentirla avvolgere dall’aria fredda. Fece scorrere in giù il prepuzio e vidi uscire la grossa e lucida cappella violacea. Ah che bello disse, hai le mani fredde o calde domandò. Fredde risposi pensando che al contrario mi potesse chiedere di scaldarglielo. Allora scaldale disse e prendendomi la mano se la portò sul cazzo svettante, senti com’è caldo, e un attimo dopo mi ritrovai con la sua nerchia virile in mano. Questa volta ...