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...era la notte di natale
Data: 19/07/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Quandohai17anni, Fonte: Annunci69
…ERA LA NOTTE DI NATALE La che va tra il 24 e il 25 dicembre si sa che è una notte magica per i bambini e anche per i grandi. Arriva Babbo Natale con la sua slitta a portare i doni ai bambini che sono stati bravi durante l’anno. Ma dalle mie parti quando si raggiunge una certa età la notte di natale è un momento di liberazione, perché proprio in quella notte ci si può stare fine a tardi svegli con i propri amici o parenti. Quell’anno non avevo ricevuto nessun invito per passare la nottata con i miei amici, perché loro facendo i camerieri il giorno dopo sarebbero andata a lavorare. Perciò mi ero rassegnato a passare la serata a casa con i miei parenti. Ma qualche giorno prima una mia amica durante un caffè mi propose di andare con lei e i suoi amici a casa di un certo George. All’inizio declinai l’invito in quanto non conoscevo il padrone di casa, ma dall’altro non mi andava minimamente di rimanere con i vecchi di casa. Così allora decidi di accettare. Lei mi spiegò i partecipanti, e visto che la maggior parte li conoscevo, contento (ma non troppo) ci demmo appuntamento al 24. Intorno alle 23:00 ci scambiammo qualche messaggio con questa mia amica e decidemmo di vederci dopo la mezzanotte, dopo esserci scambiati gli auguri con i parenti. Mezzanotte scoccò, andai a rigirare il bambinello nel presepe e cominciai il giro del tavolo per augurare buon natale. Corsi di corsa in camera mia, mi cambia e salutando tutti andai ad incontrare la mia ...
... amica. Aspettai qualche minuto prima che scendesse e dopo esserci scambiati gli auguri ci incamminammo verso i suoi amici. Giungemmo in una palazzo, e invece di salire le scale scendemmo verso la cantina, e lì scoprì che c’era una stanza abitabile con cucina e divano, accogliente e pronta per ospitare gente. Giunti lì, di nuovo auguri a destra e a manca, e lì conobbi il padrone di casa, George. Io un po' timoroso, mi avvicinai e gli feci gli auguri e lui molto accogliente mi salutò con un sorriso e subito mi fece sentire a mio agio. Feci un sospiro di sollievo e andai a sedermi al tavolo per cominciare a giocare. Chiesi alla mia amica dove volesse sedersi per poi sedermici vicino, ma lei presa dall’euforia si mise a chiacchierare e non rispose nemmeno alla mia domanda. Perciò scelsi un posto a caso e attesi che anche gli altri si accomodassero. Quando arrivò il momento di giocare, George mi sedesse di fronte e ad ogni mio sguardo accennava un sorriso accogliente. Prendemmo a giocare. Ogni tanto buttavo l’occhio a guardare quel bel padrone di casa, che si avevo visto qualche volta per strada ma non mi ero accorto di quanto fosse affascinante e simpatico. Ogni tanto i nostri sguardi si incrociavano, ma niente di così eclatante, erano sguardi di amicizia. D’un tratto mentre giocavamo a George caddero le carte sotto il tavolo, ma provando a tirarle a se con la gamba, allontanava sempre più quella carta. Si allungò con il corpo sotto il tavolo e sfiorandomi ...