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Enosigeo
Data: 31/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear, Fonte: Annunci69
... abbiamo tutto il tempo che vogliamo!” continuò mentre Giovanni gli si avventava contro facendogli sentire la sua erezione, ma anche per non cadere dalla sella lunga. “Ehi… Guarda che ho la stessa voglia che hai tu… - riprese prima di affondare la sua lingua nella gola dell’altro – E con il tuo culetto mi ci divertirò un mondo!” concluse iniziando a spogliarlo con foga. Quando mise mano alla cinta, i pantaloni volarono via in un lampo. Poi l’amara sorpresa: sugli slip dei Giovanni si era formato lo stesso alone umido e giallognolo di qualche giorno prima in spiaggia. “Scusa… Ma è che…” provò a giustificarsi. Ottavio, questo il nome dello stallone, non si perse d’animo. Gli strappò letteralmente le mutande di dosso. Spinse Giovanni contro il divano in pelle facendolo voltare. Si inumidì una mano ed iniziò a strofinarla nel solco peloso che aveva provveduto a sollevare alla giusta altezza. Delle cinque dita ne rimase ben presto uno sola che, a fatica, provava disperatamente a centrare il bersaglio. “Da bravo rilassati… Se irrigidisci il culo rendi tutto più difficile… Non stringere…” “Scusa… È che…” “Non hai fatto molta pratica. Si vede, ma a questo rimediamo con un bel po’ si sano esercizio… Abbiamo tutto il tempo. Tutta l’estate…” lo rassicurò Ottavio. “Mmmm…. Stupendo….” mugolò Giovanni che strabuzzò gli occhi quando senti il cazzo dell’altro strusciarsi là dove sino a poco prima c’era l’anulare. Il destino avverso mise il suo zampino quando ...
... fu il momento di procedere alla penetrazione. Giovanni, come richiesto, arretrò verso la mazza che stava per impalarlo… Ma la foga della passione arse troppo rapidamente, provocando l’eiaculazione di Ottavio che sbiancò con il suo seme i peli del culo dell’altro. La magra consolazione fu che, per porre rimedio al pasticcio, il maldestro ragazzo si dedicò a ripulire con dovizia il buco dell’altro. “E io? Io niente?” si lagnò Giovanni. No, per il momento tutto rimandato. La chiave che girava nella toppa e il padre di Ottavio che rincasava per prendere dei documenti misero fine all’incontro. L’uomo tuttavia non ci mise molto a tirare le somme di quanto si era appena consumato... “E così ti piace il cazzo…” quando li sorprese tra gli scaffali del magazzino, i due ragazzi balzarono in piedi di scatto, completamente nudi. Gli uccelli già scappellati in tiro. Girò loro intorno massaggiandosi il mento con le mani e sorridendo sornione. Ottavio e Giovanni si guardavano di sottecchi. Le facce del colore delle cappelle umide. “Cheffigura dimmerda… - bisbigliò il primo; poi tossicchiando tentò di articolare qualcosa del tipo - …Lascia che ti spieghi…” Ma il padre non era in vena di ascoltare ragioni. Si slacciò i pantaloni; guardò Giovanni dritto negli occhi e sibilò: “Datti da fare troia!” Un po’ per la paura, un po’ per lo stupore, non se lo fece ripetere due volte e si avventò sul cazzo afferrandolo con entrambe le mani, cacciandosene in gola quanto più ...