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Enosigeo
Data: 31/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear, Fonte: Annunci69
... Pino! - rispose arrossendo mentre sentiva la mano riprendere il discorso con il suo fondoschiena. Si ritrasse prontamente – Quella cosa lì però no, non voglio farla…” “Beh, non oggi ma domani magari…” “Beh… Domani…” Si ritrovò nella stessa cabina, malamente rovesciato su una panca, con le gambe alzate e spalancate e due lingue che gli leccavano la coroncina pelosa. Il sig. Pino aveva deciso di estendere al cognato l’allettante invito al (ricco?!) banchetto. Con una scusa banale i due si erano allontanati dalle rispettive famiglie e avevano dato appuntamento al ragazzo dove il giorno prima si era consumata la passione. Chiusa la porta alle loro spalle, iniziarono a farsi massaggiare le aste mosce con i costumi ancora indossati. Raggiunta l’adeguata consistenza, invitarono Mattia a ravanare all’interno dei pacchi e a sfilare i costumi continuando a masturbarli. “Mmmm… Avevi proprio ragione: è davvero bravo!” “Grazie!” rispose educatamente Mattia. I due marpioni si guardarono perplessi; si strinsero nelle spalle e lo invitarono ad inginocchiarsi per lappare le due nerchie nel frattempo abbondantemente irrorate di liquido prespermatico. L’epilogo fu il risultato di un tragico, errato calcolo dell’esiguo spazio a disposizione. Rovesciato sulla panca Mattia si lamentava, oltre che per il piacere provato dall’azione delle lingue, anche e soprattutto per il dolore che la scomoda posizione gli infliggeva. “Ahi… Ahia, mi si sta spezzando l’osso ...
... del collo…” sbuffava il poverino. I due cognati se ne infischiarono bellamente delle proteste ma soprattutto delle pose plastiche che il terzetto andava via via drammaticamente assumendo. La loro folle intenzione di sverginare quel delizioso culo caldo il cui anellino pulsava fremente, li aveva resi ciechi dinnanzi al pericoloso esito che l’intricata situazione rischiava di avere e sordi ai lamenti della vittima sacrificale. Fortunatamente andò bene: Mattia si ritrovò completamente schiacciato dai due omoni che, pur senza riuscire a penetrarlo, lo inondarono di sborra. Si rialzarono velocemente permettendogli di riguadagnare il respiro. Restò in ginocchio con gli occhi all’altezza dei due uccelli fluttuanti nell’aria che lentamente tornavano a riposo. Spostò lo sguardo al suo petto completamente macchiato di liquido opalescente. Iniziò a raccoglierlo e, con somma soddisfazione, se lo portò alla bocca per inghiottirlo alternando quel gesto alla pulizia delle due cappelle lucenti. Terminò con cura il lavoro; poi alla chetichella uscirono dalla cabina. “Magari domani troviamo un posto più comodo…” “No, domani arrivano i nonni. Dobbiamo rimandare…” “Beh… Anche io avrei un mezzo impegno…” A Giovanni non andò molto meglio. Riuscì a rimediare un incontro con Ottavio, il figlio del proprietario dello stabilimento che frequentavano e che stabilì di condurlo a casa propria. “Tanto i miei sono ai bagni… – disse prima di farlo salire sul Ciao truccato - …E ...