1. Ammiraglio medico 5º parte


    Data: 24/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Liliana1980, Fonte: Annunci69

    Eccomi quì a riprendere il racconto di quei incredibili giorni.
    
    Ricordate dove eravamo rimasti?
    
    Avevamo deciso di rientrare in villa, dopo che ci eravamo rivelato i nostri tristi segreti.
    
    Ma. ricominciamo la storia.
    
    Restammo in silenzio per quasi tutto il viaggio di ritorno.
    
    Finalmente siamo davanti all’entrata della villa, questa volta mi fa parcheggiare all’interno.
    
    Dopo aver sistemato e scaricato la macchina, ci accingiamo ad entrare in casa, a Giorgio era già tornato un lieve sorriso.
    
    “il tempo guarisce dalle ferite, ma non dai ricordi”
    
    Lo abbracciai per fargli sentire che gli ero vicino, non solo fisicamente.
    
    “i ricordi resteranno sempre dentro di noi”
    
    Entrammo in casa, sistemammo le cose.
    
    “vieni andiamo in salotto”
    
    Ci sedemmo comodi e parlammo del più e del meno.
    
    Avevo capito che voleva uscire dal tunnel dei ricordi ed io non volli volgarizzare quel momento con iniziative inopportune, ma la voglia di abbracciare nuovamente quell’uomo affranto da un terribile ricordo, era tanta, ma non sapevo se farlo.
    
    Fu lui a fare la prima mossa.
    
    “vieni, siediti quì vicino a me ed abbracciami”
    
    “mi hai letto nel pensiero era quello che volevo fare, ma non volevo essere invadente”
    
    “non lo sarai mai, non dopo averti conosciuto”
    
    Mentre diceva questo mi ero seduto sul divano, vicino a lui, che continuava a parlare.
    
    “non immagini quante volte avrei voluto avere un momento così intimo con il mio figlioccio”
    
    “e perchè non l’hai ...
    ... avuto? da quello che mi hai detto era un bravo e buon ragazzo”
    
    “perchè ero un militare dalla testa ai piedi e quelle erano smancerie da borghesi o da femmine, sua madre e Letizia, loro si che se lo sono coccolate”
    
    Pensai che la stessa cosa accadeva a casa mia, mamma è papà mi coccolavano, ma dentro di me c’era sempre il tarlo, ..ma non sono i miei veri genitori.. ora mi pentivo di aver pensato quelle parole.
    
    “scusa hai detto che la mamma se lo è goduto,ma allora?”
    
    “ho capito cosa intendi,dopo la morte improvvisa del padre, un’anno dopo morì anche la madre,lo prendemo con noi,sarebbe stato il figlio che non potevamo avere”
    
    Dio mio mio,una storia quasi uguale alla mia,mi sentivo veramente vicino a quest’uomo.
    
    Mi riportarono al presente le parole di Giorgio.
    
    “quante volte gli avrei voluto dire che gli volevo bene”
    
    “lo sapeva Giorgio, il ragazzo lo sapeva”
    
    “ma non glielo l’ho mai detto”
    
    Eravamo immersi in questi brutti ricordi, quando sentimmo, una macchina fermarsi nel piazzale, questo servì a spazzare via ogni cosa.
    
    Ci alzammo in piedi.
    
    “è il taxi di Letizia, mi raccomando non dire una parola di quello che ci siamo detti, se lo vorrà, sarà lei a dirtelo”
    
    “lo stesso per quello che ti ho confidato”
    
    Due minuti dopo
    
    “ehi! Giorgio, Alvin, dove siete, sono a casa”
    
    Guardai Giorgio con una faccia veramente meravigliata.
    
    “ma come fa a sapere che non sei solo e che ci sono pure io?”
    
    “l’ha capito fin da ieri, e poi c’è la tua macchina ...
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