1. I mestieri del rosario


    Data: 15/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: honeybear, Fonte: Annunci69

    ... tre che mancano all’appello non sono da meno. Il livello di testosterone raggiunge picchi incredibili nella calura agostana. Ma sono una professionista io, e di conseguenza mi comporto come tale: non darò certo segni di cedimento emotivo davanti alla prima salsiccia che mi si para dinnanzi! Anche se, attraverso, le pieghe dei teli più che di salsicce, parlerei di wuberoni…
    
    Sospiro, ma non c’è un minuto da perdere. Provo a darmi un ordine mentale sul cosa fare ma, soprattutto, da dove cominciare… Andrò dalla cucina al bagno che sono agli antipodi.
    
    L’impresa si rivela più ardua del previsto. In ogni locale un contrattempo: mentre sono piegata in avanti per raccogliere la polvere con il mio bel culetto alzato, uno dei cinque mi si struscia contro con la scusa di prendere qualcosa dai pensili sospesi; in camera, non faccio in tempo a terminare di passare lo straccio che l’altro buontempone mi solletica con il manico dello spazzolone tra le gambe; in bagno poi, appena entrata, assisto allo spettacolo del moro che si toglie l’asciugamano e, come mamma l’ha fatto (un gran bene devo dire!), prende a staffilarmi sulla pelle nuda ridendo e schiamazzando.
    
    Sconsolata e disperata, mi rifugio in salotto, l’unico locale che mi manca! Non muovo che pochi passi e, inciampando in uno degli indumenti che nessuno si è preso la briga di raccogliere, cado carponi. Davanti a me la sedia su cui è seduto il più massiccio del gruppo. Mi guarda sorridendo, allarga le gambe. La sagoma ...
    ... dell’uccello in tiro è chiaramente disegnata nella stoffa tesa e macchiata proprio là dove si trova la cappella. Continua a sorridermi e a massaggiarselo. Il suo sguardo passa da me, al randello.
    
    Qualcuno mi spinge avanti dandomi un leggero calcio.
    
    Bis di risate e schiamazzi.
    
    La mia testa affonda tra le sue cosce che sprigionano un intenso aroma di maschio.
    
    Deglutisco. Affanculo la professionalità. Afferro il cazzo più vivo che mai, ancora avvolto nella stoffa e inizio ad annusarlo e a leccarlo. In breve lo scopro, lo scappello e comincio a lavorarlo di bocca. Me lo infilo fino in gola avendo cura di bagnarlo con tutta la saliva che riesco a produrre. Lui geme soddisfatto. Anch’io del resto, dal momento che qualcuno mi sta piallando il culetto premendoci contro il piede. Provo a girarmi ma più di tanto non riesco. Ciò che vedo è il pubblico accorso alla porta che assiste smanioso di prendere il posto di chi sto spompinando.
    
    Il maschione allora si leva per lasciare il posto ad un castano irsuto che, guarda un po’, veste solo la salvietta.
    
    Sorpresa! Quando la spugna si spalanca, si materializza un altro bel batacchio da lappare. Alle mie spalle, le grandi manovre: mi sento slacciare e abbassare i pantaloncini. I miei slip aderenti si lacerano in un istante. Mi sento puntare e, senza troppe cerimonie, il cazzo che stavo succhiando mi sfonda con prepotenza il buchino.
    
    “Oh…” e riprendo il lavoro di bocca sospinta dal ritmo che il panzer imprime alla scopata.
    
    È un ...