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Che bella l’automobile – 7. un finale da sogno
Data: 11/05/2022, Categorie: Gay / Bisex Autore: Foro_Romano, Fonte: Annunci69
Certo che aver preso la patente e comprato un’automobile mi ha cambiato la vita! Da bravo ragazzo che sognava cazzi che sembravano impossibili da avere sono diventato un ragazzino sverginato e sfondato bravo per ottime pompe e incredibili scopate. Niente male! Ho avuto tutti maschi maturi e pelosi, come piacciono a me, che mi hanno usato ed abusato, come piace a me, per poi tornare dalle loro mogli o compagne ignare. Dicono tutti che è merito del mio aspetto da cucciolo dolce ed innocente che fa venire voglia anche agli etero convinti. Vi ho raccontato di Attilio, ex carabiniere dai folti baffi, mio istruttore di guida, che mi ha sverginato, di Tommaso, l’esaminatore dalla carnagione olivastra, di Enrico, il venditore di automobili dalla barba corta e piena che somiglia a Chef Rubio, dei camionisti dell’est, dalla corporatura massiccia ed il collo taurino, di Rocco, il garagista egiziano, sbarbato ma dalla forte virilità, infine del dirigente dagli occhi azzurro mare, un porco dal completo impeccabile. Mi sono dilungato troppo con questi miei racconti e vi risparmio le numerose altre conquiste che hanno continuato a sfasciarmi il buchino di adolescente. Una volta ho avuto un guasto alla macchina in piena autostrada e mi ha soccorso un meccanico col carroattrezzi, un maschio incredibilmente alto e bello come un modello, però anche pieno di pelo, con tanta di quella virilità da scoparmi tre volte di seguito e venirmi abbondantemente due volte dentro al culo e una in ...
... bocca. Un’altra volta è stato il turno di un gommista che sembrava uscito da un calendario per sole donne. Però l’ultima avventura ve la devo raccontare. Attilio mi ha scritto un sms dicendo che aveva voglia di incontrarmi nel pomeriggio nel nostro alberghetto ruffiano. Io, che non so dire di no ad una bella scopata, ho accettato ben volentieri e, un po’ prima dell’ora prestabilita, sono entrato nella piccola hall d’ingresso. Davanti a me c’erano un signore niente male che stava affittando una camera, accompagnato da un ragazzino forse più giovane di me che se ne stava in disparte, piuttosto imbarazzato direi. “No, basta un solo documento, il suo. Glielo restituirò all’uscita”, gli dice il portiere. “Ah bene. Allora a dopo” e prende la chiave. “Terzo piano a sinistra”. “Ok, ok” e i due si avviano verso l’ascensore. “Buongiorno signorino Paolo (ormai conosceva bene il mio nome). Ecco a lei la chiave della solita. Il signor Attilio mi ha detto di dirle che tarderà una mezzoretta. Intanto lei potrà prepararsi”. Mi ha lanciato uno sguardo ammiccante che, senza dubbio, voleva dirmi che sapeva benissimo tutto. D’altronde ci voleva poco a capirlo. Così mi sono diretto all’ascensore sculettando per stuzzicarlo. Non sono effemminato e non ho mai camminato così, ma questa volta l’ho fatto per divertimento. Sono così entrato nella cabina assieme agli altri due. Facevano finta di niente ma mi sono accorto che la mano dell’uomo si è andata a posare sul culetto del ...