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Blade: giorni diversi
Data: 22/04/2022, Categorie: Etero Autore: Rebis, Fonte: RaccontiMilu
... Miei e suoi. Amanti e nemici. Eternamente in bilico. Andava bene così. Respiravamo appena. La lama intaccava appena la pelle del mio collo, bruciore trascurabile. Ma per ogni istante, Flux giocava con la morte. La minima perdita di autocontrollo avrebbe fatto scattare gli artigli. E gli artigli le avrebbero letteralmente spaccato il cuore. Ma lei non ci badò. Occhi negli occhi, a scrutarci, analizzarci, studiarci. Poi, d’un tratto, lei sorrise. -Proprio come ti ricordavo.-, disse. Il coltello se ne andò, perfetto, senza tagliare nulla. Poi lei si avvicinò e mi baciò. Anche io la baciai. La nera aveva lo stesso profumo del nostro ultimo incontro. La mia mano le strinse una natica. Lei m’infilò una mano nei calzoni. Previdi che i prossimi minuti sarebbero stati estremamente piacevoli… E fui deluso quando il campanello suonò, proprio mentre una mia mano scivolava sotto la tuta a stringere uno dei seni di Flux. Lei si fermò. Improvvisamente in ansia. -Ti hanno seguita?-, sussurrai. -Forse… Ma sono stata molto prudente…-, rispose lei. Dubbio, incertenzza. Allungai la mano fino a una M9 che tenevo in un cassetto della cucina. -è aperto.-, dissi. Flux si acquattò dietro al divano. A entrare fu un tizio orientale. Tratti asiatici tipici, capelli neri impomatati di gel. Canottiera e jeans. Non particolarmente brillante. Pareva disarmato. Pareva. -Stiamo cercando una donna.-, disse. Stiamo. Dietro di lui c’era un nero più o meno altrettanto trasandato. Entrambi odoravano d’alcol ...
... ma parevano ugualmente abbastanza sobri. -Beh, come vedete, io non sono una donna.-, dissi. -Quella che cerchiamo é nera, ha i capelli lunghi sulla schiena e risponde al nome di Flux.-, disse il nero. Ok. Evidentemente le precauzioni di Flux non erano bastate. Annuii, preparandomi a scattare. -Non l’ho vista.-, dissi. -Beh, questo é strano perché abbiamo lasciato un nostro uomo di sotto e abbiamo perquisito ogni appartamento. Manca solo il tuo, quindi fai largo.-, disse l’asiatico. -Ascoltatemi bene: ci tengo alla mia privacy. Se l’avessi vista ve l’avrei detto, no?-, chiesi, sorridendo. Calcolai a occhio la distanza. L’asiatico era già morto, solo che non lo sapeva. Il nero invece… lui avrebbe avuto il tempo di reagire. -Ascolta, bello. Può andare in due modi. Opzione 1: ci fai entrare e tutto va bene. Opzione 2: entreremo passando sul tuo cadavere.-, disse l’asiatico estraendo un ballisong. Coltello a farfalla. Utile se vuoi fare impressione ma a usarlo bisogna essere bravi. E quell’idiota non era bravo per niente. Gli tirai un pugno. Impattò contro lo zigomo sinistro. Estrassi gli artigli. Snikt! Trafittura della scatola cranica. Il nero indietreggiò di un passo. Sparò a distanza ravvicinata. La mia gamba destra venne giusto sfiorata. Lui invece si beccò l’artigliata sinistra in pieno petto. Flux si alzò, pistola in presa a due mani. -Dobbiamo andarcene.-, disse. Perfettamente d’accordo, soprattutto se consideravo quanto la mattanza appena avvenuta avrebbe influito sul mio ...