1. Blade: giorni diversi


    Data: 22/04/2022, Categorie: Etero Autore: Rebis, Fonte: RaccontiMilu

    ... rapporto coi condomini. Mi girai e poi lo sentii. Dietro di me. Un clack! secco. Il tizio all’entrata doveva esser salito a controllare. Il boato di uno sparo riverberò lungo le scale. E il tizio cadde all’indietro. Flux l’aveva freddato con un colpo in testa perfetto. -Muoviamoci.-, disse. Presi il Tanto e l’Ingram che avevo appoggiato sul mobile poco prima e uscimmo.
    
    Mai come quel giorno New York mi parve ostile. L’intera metropoli pareva una gigantesca trappola, pronta a richiudersi su di noi. -Dell’areoporto neanche a parlarne, temo.-, dissi. -Sono d’accordo. Ma io non posso dire di avere molte alternative. Sono arrivata con passaporti falsi ma sarà dura eludere i controlli.-, disse lei. -Già. Inoltre le armi non ce le potremo portare dietro.-, notai, -Anche se forse alla fine quelle sono il meno.-. -In ogni caso ci staranno aspettando.-, disse Flux. -Il che mi fa capire che dovremo rivolgerci a qualcun’altro per lasciare gli States.-, dissi. Riflettei. -Il mare?-, chiesi. Flux scosse il capo. -Malchor ci avrà pensato. E più corpi ci lasceremo dietro, più attireremo l’attenzione.-, disse. Ci stavamo intanto muovendo verso Time Square. -Dobbiamo sbrigarci.-, dissi. Presi Flux per mano e andammo verso la metro. Poi lo vidi. Impassibile rispetto alla folla, attento. Connotati mediorientali ma talmente serio da non appartenere che ad una razza, quella dei predatori. -Anche la metro é da scartare.-, disse la nera. Tornammo in su. Chiamai un Taxi. -Per dove?-, chiese il ...
    ... tassista messicano. Ebbi un’idea. -Sailor Pub.-, dissi. Salimmo.
    
    Il Sailor Pub era un pub per marinai, oggi come allora i lupi di mare ci andavano per alcool e donne, non necessariamente in quest’ordine. Certe cose non cambiano mai, indipendentemente dal tempo passato. Ma c’era una cosa, del Sailor Pub che era cambiata. La seconda funzione di quel posto era come base. La base di Zhara al-Jilani. Ora, chiunque abbia letto le mie precedenti avventure sa chi é Zhara. Per chi invece non l’avesse fatto, Zhara al-Jilani traffica in roba rubata, mai esseri umani o droghe. &egrave una mutante, metà rettile, ed ha avuto un breve intrallazzo amoroso col sottoscritto oltre a un enorme interesse nell’utilizzarmi per i suoi fini. No, Zhara non era una santa. Ma era sincera, cosa che non si può dire proprio di tutti quanti. -Ti fidi di questa tipa?-, chiese Flux. -All’incirca. Diciamo che é più o meno come te. Ti piacerà.-, dissi io, sorridendo. -Ma io piacerò a lei?-, chiese Flux. Doveva essere una battuta ma non mi fece ridere, anzi sollevò un problema di una certa entità. Perché se Melchor aveva comprato anche Zhara noi stavamo letteralmente infilandoci nello sterco. Non risposi e chiamai Zhara. L’araba rispose in qualche minuto. -Pronto.-, sapeva già che ero io. Inutile presentarsi. -Mi serve un favore.-, dissi. -Non sarà gratuito.-, disse lei. Tipico suo. -Lo so.-, ribattei. -Che ti serve?-, chiese Zhara. Pareva curiosa. -I favori sono due. Il primo é di vederti. Il secondo te lo dirò ...
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