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Blade: giorni diversi
Data: 22/04/2022, Categorie: Etero Autore: Rebis, Fonte: RaccontiMilu
... trapassarono il cuore della giovane. Un’altra traditrice. Alla fine tutti usano tutti, no? Mi alzai rivestendomi quasi un ora dopo, quando fui abbastanza in forze per farlo. Avrei dovuto pensare a un piano, fare qualcosa. Piangere o cose così. Non volevo nulla di tutto ciò. Volevo la vendetta. Adam sorrideva. La bisca clandestina in cui si trovava non la conoscevo ma un paio di domande alle persone giuste mi avevano permesso di arrivarci. Entrai. -Adam!-, gridai. Le carte di Adam caddero. Una coppia di Donne. Peccato. Era pure una buona mano. Peccato per lui, non l’avrebbe giocata. Gli altri giocatori avrebbero voluto fare qualcosa ma la mitraglietta Ingram che reggevo in pugno non era esattamente uno stimolo alla solidarietà. Avrei potuto uccidere quello stronzo e andarmene impunito. Ma non lo feci. Spari al tavolo. La donna di fiori si disintegrò. E Adam gridò. I colpi, forse uno solo dei due o forse no, gli erano arrivati alle ginocchia. -Scusa per lo sporco.-, dissi al barman. Gli gettai un paio di banconote da cento dollari. Rientrai a casa. Era l’alba. Sospirai. Non ero stanco, peggio. Volevo dormire, e non svegliarmi. Almeno non finché il mondo non fosse cambiato completamente. Ero stanco di scontri così meschini con gente incapace di capire. Entrai appoggiando la mitraglietta sul mobile più vicino e poi mi accorsi di aver calpestato qualcosa. Acqua. C’era acqua sul pavimento. Guardai sopra di me. Nessuna perdita. Capii. -Ok, so di essere stato maleducato, ...
... Flux.-, dissi. L’acqua schizzò verso il divano, dotata di vita propria. Lì prese forma. La giovane di colore dai capelli lunghi e il viso bellissimo che era stata per molto tempo mio cruccio e desiderio era tornata dal mondo dei morti. Flux era lì. Sorrisi. Forse non era ancora finita. Flux ancheggiò sino al divano, dove si sedette con apparente noncuranza. In realtà, se la conoscevo bene (e la conoscevo decisamente meglio di quanto molti potessero dire) aveva già notato le macchie di emoglobina che avevo tentato di rimuovere. -Immagino che qualcuna non sia rimasta molto soddisfatta dalle tue prestazioni, Blade.-, disse. Sorrisi appena. Liberarmi del corpo di Dana non era stato esattamente semplice, fortunatamente avevo avuto modo di farlo prima di rincasare e scorpire che la bella mutante di colore era arrivata a farmi visita. -Immagini male. Centrava un bel giro di soldi a poker.-, dissi, -Vuoi dell’acqua? Qualcosa da bere o da mangiare?-. Flux annuì, optando per dell’acqua e un po’ di salatini che avevo tenuto da parte per eventualità simili (quantomai rare). Terminammo quasi subito lo spuntino. -Allora, che ti serve?-, chiesi, -Perché ti serve qualcosa, giusto? O é una visita di cortesia?-. -Perspicace come sempre, Blade.-, disse lei sorridendo. Attesi che fosse lei a parlare. -Conosci Melchor?-, chiese Flux mentre prendeva un sorso d’acqua. Melchor. Quel nome mi diceva qualcosa. -Un tizio che traffica in oggetti magici? So che é stato beccato dal Dr. Strange durante un ...