1. Blade: giorni diversi


    Data: 22/04/2022, Categorie: Etero Autore: Rebis, Fonte: RaccontiMilu

    ... lei. -Oh, sicuro.-, dissi io, -Ora taci.-. Il primo fu un bacio titubante. Poi il secondo fu un po’ meglio. Dal terzo in poi eravamo scatenati. Fortunatamente eravamo già a casa mia. La camicetta di Dana cadde, seguita dalla mia maglietta. I miei pantaloni furono aperti e abbassati, i suoi idem. Tutto questo mentre pomiciavamo stesi sul divano. Il reggiseno fu levato mostrando due seni di misura decisamente eccelsa. Non esagerati ma secondo me erano rifatti. Dana mi sorrise, già impegnata a cercare e manipolarmi il pene attraverso le mutande. -Me le sono fatte gonfiare a San Francisco. Ma anche toccandole uno non se ne accorge, prova!-, mi disse. Provai. Era vero. Sembravano vere in tutto e per tutto. -Aspetta…-, dissi. tolsi le mutande e le infilai il membro tra i seni. Lei sorrise stringendoli l’uno contro l’altro in una spagnola eccelsa. -Piacevole, tesoro?-, chiese. Sorrisi. -Enormemente, ma credo che entrambi vogliamo qualcos’altro, no?-, chiesi io dopo un paio di passaggi tra i suoi seni. Lei annuì. -Verissimo, ma purtroppo per te non prendo la pillola da parecchio quindi ti toccherà farlo con il guanto…-, disse. Il guanto, il goldone, il condom, il preservativo… Tutti sinonimi. Ne trovai uno e lo infilai dopo averle abbassato le mutandine e averle accarezzato la vulva. -Ah, sì… continua. Lento!-, esclamò lei. Lo feci. Un passaggio dopo l’altro sulla sua vulva, su quel fiore di carne che tutti i maschi bramano d’invadere… Dana si bagnò parecchio. Non lo fece in fretta ...
    ... ma lo fece. E io mi preparai. -Aspetta… Fai stare me sopra.-, disse. Annuii. Lei sorrise. Fremette. E s’impalò sopra di me. -Aaaahhh, siiiii!-, eclamò lei. Cominciò a fare su e giù con me che le accarezzavo i seni. A tratti delicato, a tratti meno. Baci che ci scambiavamo con rapidità. I respiri divennero ansiti. Mi morse un labbro. Sorrisi. -Vengo.-, mi sentii in dovere di avvisarla. -Anch’io. Non fermarti!-, esclamò lei. Godemmo insieme. Poi lei si tese, inarcandosi e infine si abbatté su di me. Non era stato il miglior amplesso della mia vita ma neppure il peggiore e ci sarebbe stato tempo per rifarlo. Poi però Dana estrasse qualcosa dai pantaloni che aveva lasciato a terra, accanto al divano. Si raddrizzò sopra di me. Sorrise. -Sai, é un peccato perché scopi bene. Ma Adam mi ha pagato parecchio per questo.-, disse. Mi puntò la pistola al petto. Sparò. Il cuore fu mancato. Aveva colpito i polmoni. L’effetto fu comunque spiacevole: un tunnel rovente tra carne e ossa e nervi, un grido strozzato, il mio e il suo sorriso. Spietato. Come non mai. -I tuoi soldi bastavano per l’operazione ma volevo di più. Voglio una nuova vita. E Adam me l’ha promessa.-, disse. Mi guardò mentre sputavo sangue. -Non metterci troppo a morire.-, disse. -Neanche un po’, tesoro!-, ringhiai. La mano sinistra si chiuse sulla pistola sollevandola, la destra chiuse a pugno e le affondò tra i seni siliconati. Dana sparò. Mi ustionò la mano ma nulla più. Snikt! Gli artigli destri uscirono con rapidità e ...
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